Olbia.

«La città ha bisogno di profezia» 

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Un ponte tra passato e futuro per consegnare alle giovani generazioni un mondo di fiducia e di speranza: è «la paternità genitrice di San Simplicio, mantenerne vivo il valore significa stare tra chi ci ha preceduto e chi verrà dopo di noi, senza spezzare questa tensione a cui deve ispirarsi la chiesa della Gallura, in una città che ha bisogno di profezia, segnata com'è da numerose e crescenti povertà economiche ed esistenziali, con i giovani spesso disorientati e le famiglie spesso appesantite».

Nel giorno del ricordo del martirio del patrono di Olbia e della Diocesi, ieri durante la solenne messa pontificale, l’omelia del vescovo, monsignor Roberto Fornaciari, è un monito a padri, figli e comunità educante: «Non trasmettere solo regole ma formare coscienze capaci di abitare la realtà e di muoversi liberamente in essa: essere padre significa accettare che il figlio non appartenga, la vita non possa essere trattenuta e il futuro vada consegnato». Per un mondo più equo, da abitare con un senso di giustizia, custodendo relazioni fondate sul dialogo, dal pulpito allestito sul sagrato della basilica, il vescovo affida alla comunità ecclesiale «la missione di un esercizio pacificante e armonioso in un contesto dove non mancano le fatiche in ordine alla trasmissione della fede». Davanti a queste sfide, ha continuato il prelato, «non è raro sentirsi inadeguati e disorientati: di fronte al futuro che siamo chiamati a costruire possiamo temerne il divenire e farci paralizzare dalla paura del cambiamento ma, per non lasciare che la vita sia un lento morire, dobbiamo accettare la sfida della crescita e del superamento delle nostre paure, unica strada per la piena realizzazione di sé e per mettere a frutto gli anni che il destino ci ha assegnato».

Vestito di anthurium rossi (invece delle consuete rose), il simulacro del santo è stato portato in processione ieri sera seguendo le vie che hanno segnato il suo martirio sotto le persecuzioni di Diocleziano nel 304 avanti Cristo, accompagnato da oltre venti gruppi folk provenienti da tutta la Gallura e dall’Anglona a testimonianza della diffusa devozione che unisce e, secondo tradizione, inondato di petali al suo passaggio davanti al municipio, lanciati dall’alto dell’autoscala dei Vigili del Fuoco.

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