Gabriella Loche, 72 anni, è ferma davanti al portone ancora sbarrato e quasi non trattiene l’emozione. «Ricordo questa chiesa chiusa e in brutte condizioni, vederla così oggi fa bene al cuore», dice. «È stato fatto un grande lavoro di restauro, fedele all’originale che non ha stravolto il sito». Uno stupore il suo, condiviso dalle tantissime persone che ieri mattina hanno voluto visitare la chiesetta di San Pietro di Ponte, all’interno del cimitero comunale, appena rimessa a nuovo e riaperta al pubblico.
La riapertura
L’occasione giusta sono le Giornate europee del patrimonio con Soprintendenza, Comune, Studio Dmc Architetti e impresa Ceiet che hanno accompagnato i visitatori alla scoperta di questo piccolo gioiello incastonato all’interno della parte più antica del camposanto.Al taglio del nastro, assieme ai rappresentanti della Soprintendenza, c’erano il sindaco Graziano Milia e l’assessore ai Lavori pubblici Antonio Conti. «È una bella giornata», ha detto Milia. «Non posso fare altro che ringraziare tutti quelli che hanno lavorato per far rinascere questa chiesa: dall’assessorato, al direttore ai Lavori, fino alla Soprintendenza». Conti ha aggiunto: «San Pietro di Ponte necessitava di un intervento, dalla roccia ammalorata ai problemi che sono stati riscontati anche all’interno. E adesso siamo qui davanti al lavoro finito».
Il tour nella storia
In questa prima giornata di apertura i visitatori sono stati tantissimi, attenti alle spiegazioni delle guide. Tra questi Efisio Deiana 90 anni: «Conosco questa chiesa da sempre», ricorda, «a casa ho anche un libro. Era in brutte condizioni e sempre chiusa, adesso mi sembra bellissima. Speriamo che la lasciano fruibile e che si possa entrare sempre tutte le volte che il cimitero è aperto».
Le origini della chiesetta di San Pietro di Ponte risalgono alla fine del XIII secolo, inserita alla fine dell’Ottocento nel contesto del cimitero monumentale. L’intervento di recupero è stato realizzato con risorse dell’amministrazione comunale e con il cofinanziamento del Ministero della Cultura, per un totale di 235mila euro. Un restauro completo che ha interessato sia la parte interna, con i lavori eseguiti sulla pavimentazione e sugli intonachi, sia quella esterna, con il rifacimento totale della copertura e del prospetto frontale, compreso il campanile a vela e le formelle che un tempo contenevano le ceramiche colorate.
I luoghi di culto
Il recupero di San Pietro di Ponte si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione dei luoghi di culto avviato dall’amministrazione comunale, partendo da Sant’Agata e dall’adiacente Convento dei Cappuccini e proseguendo con San Benedetto, San Giovanni Evangelista, Santa Maria degli Angeli, Santo Stefano e Sant’Andrea.
Proprio la chiesetta di San Benedetto è stata oggetto di un completo restyling anche in questo caso senza stravolgere l’aspetto originario.
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