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Iran, Trump allunga i tempi 

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Washington. Donald Trump concede pochi giorni a Teheran e avvisa che potrebbe dover colpire nuovamente l'Iran, mentre gli ayatollah promettono di aprire nuovi fronti di guerra, se attaccati. La ricerca di un accordo prosegue quindi tra reciproche minacce, dopo il pressing del Pakistan nelle sue vesti di mediatore e di tre Paesi arabi interessati a evitare una nuova escalation, che minerebbe le loro economie. Tanto da partecipare al G7 finanziario di Parigi, dove la dichiarazione congiunta finale mette in guardia sul fatto che sia «imperativo» garantire «il ritorno a un transito libero e sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, alleviare le tensioni sulle catene di approvvigionamento di energia, cibo e fertilizzanti» e trovare «una soluzione duratura del conflitto».

«Ero a un'ora dal prendere la decisione di intervenire martedì», ha detto Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, il giorno dopo aver annunciato di aver sospeso una prevista ripresa delle ostilità in seguito a una nuova proposta di Teheran per porre fine alla guerra. I leader iraniani stanno implorando un accordo», ha ripetuto, minacciando un nuovo attacco nei prossimi giorni se non si raggiungesse un'intesa. L'ultimatum è a breve termine ma non ben definito: «Beh, intendo dire tra due o tre giorni, forse venerdì, sabato, domenica, o magari all'inizio della prossima settimana, per un periodo limitato di tempo, perché non possiamo permettere che abbiano un'arma nucleare». «Sembra esserci un'ottima possibilità che riescano a trovare un accordo. Se possiamo farlo senza bombardare a tappeto, ne sarei molto felice. Spero non dovremo fare la guerra, ma potremmo dover infliggere loro un altro duro colpo», ha aggiunto il presidente, che sembra sempre più impantanato nel conflitto senza una chiara ed efficace via d'uscita.

Una linea ribadita anche dal vicepresidente JD Vance dal podio della briefing room della Casa Bianca. «Abbiamo due strade che possiamo intraprendere con l'Iran: una è negoziare, l'opzione B è riavviare la campagna militare. Trump non vorrebbe l'opzione B». «Riteniamo di aver fatto molti progressi con l'Iran», ha aggiunto Vance, dicendosi convinto che Teheran «voglia fare un accordo ma non lo sapremo finché non lo firmiamo».

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