Pioggia, vento e frane: le case crollano e il materiale, tra pietre e terra, copre Piazza Cantina, luogo simbolo di Ingurtosu, villaggio minerario del Comune di Arbus. Lo smottamento di questi giorni ripropone la situazione di degrado e incuria in cui la località versa da troppo tempo, nell’indifferenza della Regione, proprietaria degli immobili che gestisce tramite Igea. È l’epilogo di un pericolo, reale e concreto, denunciato all’inizio del ciclone Harry dai pochi residenti, ma la voce è rimasta inascoltata.
La ferita
Il crollo risale a sabato, per fortuna senza vittime. A immortalare le immagini del disastro sono stati i proprietari delle case, di contro il silenzio delle istituzioni. Paolo Garau, l’amministratore della pagina Facebook “Per chi ama e non dimenticherà mai Ingurtosu” seguita da oltre 4 mila “seguaci”, ha pubblicato video e foto. «In quell’area –racconta Garau - non è la prima volta che le case cadono a pezzi, quest’ultima è la più triste perché segna la fine dell’anima del villaggio, dove c’erano centro commerciale, tabaccheria, macelleria, poste, caserma. A breve seguiranno gli altri immobili sopra la piazza e sotto la direzione».
Il rimpianto è generale. Interviene un ex dipendente comunale, Paolo Biancu: «Sarà colpa del ciclone o dell’assenza di manutenzione, fa male assistere impotenti al crollo della memoria storica che inesorabilmente scompare nell'incuria generale, ora anche bar, tabacchi e macelleria saranno solo un ricordo».
Piscinas
Enrico Sanna, amministratore della pagina social “Montevecchio e la Costaverde”, con 6.400 followers, commenta: «Ingurtosu è la porta di accesso alla spiaggia di Piscinas, accoglie turisti da tutto il mondo. Non si può accettare una ferita così grave». Un ex sindaco, Mondo Angius: «Il cuore pulsante di Ingurtosu, punto di incontro e supporto delle prime lotte operaie, è destinato all’oblio. Quelle pietre testimonieranno, mute, l’incapacità di tramandare un patrimonio dei nostri padri».
Il futuro
L’assessore ai lavori pubblici, Alessandro Pani, ricorda: «A novembre abbiamo chiesto al Parco Geominerario un finanziamento di centomila euro per il Piano Particolareggiato del villaggio, indispensabile per recupero, riqualificazione e valorizzazione del patrimonio edilizio esistente. Attendiamo risposta». Il consigliere di minoranza, Agostino Pilia: «Duecento anni di storia sotto le macerie, inaccettabile. Per Igea potrebbe essere la spinta per una svolta, come è stato per le bonifiche». Il bando di Igea per la vendita di quelle case ai vecchi residenti? Settemila domande per l’acquisto. Poi il silenzio.
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