Nuoro.

Info point, l’accoglienza è un flop 

Turisti in aumento nell’anno deleddiano ma i servizi non ci sono 

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Turisti in aumento in città in occasione dell'anno deleddiano, ma Nuoro resta senza info point. È così che il 2026 si rivela un anno flop dal punto di vista dell'accoglienza, ben lontana dall'offerta completa e carica di servizi e collegamenti che una città natale di un premio Nobel dovrebbe avere. A fare le veci di un info point assente è la rete dei musei, che soprattutto d'estate si trasforma in tuttofare per garantire ospitalità. Numeri in crescita, offerta culturale sempre più forte, ma l'ufficio informazioni di piazza Italia è chiuso da tempo e, dopo la riapertura temporanea dell'estate del 2024, il servizio non è stato riattivato.

Grandi numeri

Il Polo museale dell'Isre che include il museo del Costume, la Casa museo Deledda e il museo della Ceramica ha chiuso il primo semestre con un incremento di oltre il 22 per cento di visitatori rispetto allo stesso periodo del 2025, e nel secondo semestre è prevista una crescita ulteriore. Sono inglesi, francesi e tedeschi, ma anche italiani, affascinati soprattutto dal museo del Costume e dalla mostra fotografica temporanea dedicata a Jean Dieuzaide. «Un anno positivo anche per il museo deleddiano, rilanciato dalle celebrazioni del centenario del Nobel e dalla visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella», dice il presidente Leonardo Moro. Anche Spazio Ilisso conferma un'affluenza costante di visitatori stranieri, tanto da organizzare ogni martedì due visite guidate in francese. In via Brofferio, sede del museo, pesa l'assenza di un info point che indichi l'area, la segnaletica insufficiente e le aree di sosta sono da migliorare. L'editrice Vanna Fois afferma: «Dal 29 giugno, sono state 2300 le presenze. Molti si muovono con un itinerario proprio, costruito prima di partire. A chi ha bisogno indicazioni forniamo anche suggerimenti su cosa vedere a Nuoro e nel territorio».

La cultura paga

Sulla stessa linea la direttrice del Man, Chiara Gatti: «I turisti sono tanti, soprattutto francesi e inglesi, con una media di circa 80 ingressi al giorno e arrivano già organizzati. Noi diamo indicazioni sulle altre tappe nuoresi e sul museo Nivola di Orani, ma chi arriva a Nuoro non arriva a caso. Generalmente sa che esiste un circuito di musei; che per questo motivo andrebbe valorizzato». Se da un lato il mondo della cultura riesce a ottenere uno spazio, quello delle attività commerciali vicine fatica. A sottolinearlo è Salvatore Piredda del Centro commerciale naturale che afferma: «L'assenza di un info point pesa, soprattutto in un anno così importante. Serve un punto che offra un'accoglienza e una proposta completa e organica».

Sul futuro del servizio domina, a distanza di nemmeno un mese dalla festa del Redentore, una cronica incertezza. «Mesi fa è stata promessa una riapertura - ricorda Alessandro Melis del Presidio turistico Nuorese -. Servirà un bando per l'affidamento e siamo in attesa di nuove disposizioni. L'info point in città è più che necessario».

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