La storia.

Incubo finito per una coppia sarda bloccata a Dubai 

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Lieto fine per la coppia sestese che si trovava a Dubai. Vanina Pili, 51 anni, e Mino Minardi, 54, sono tornati a casa, e domenica sera hanno potuto riabbracciare i loro cari. «Abbiamo fatto il biglietto la notte di sabato», racconta la donna, «e alle 15 di domenica siamo arrivati a Roma, un paio d’ore dopo a Cagliari. Ma all’inizio nessuno lo sapeva. Volevamo fare una sorpresa a nostro figlio».

La coppia faceva avanti e indietro tra la Sardegna e Dubai da mesi: lui lavora in un’azienda che commercializza metalli preziosi, lei studia inglese alla EF School di Dubai. Da un giorno all’altro, l’incubo della guerra. «Abbiamo visto i bombardamenti, le esplosioni. Ci siamo abbracciati pensando di stare per morire», hanno raccontato. Poi l’attesa di trovare un volo per tornare a casa, mentre erano ospitati da amici. «Continuavamo a cercare un volo con due posti liberi, perché ce n’erano pochissimi. In piena notte, ricaricando la pagina, io li ho visti e abbiamo subito prenotato». Vanina Pili ci tiene a specificare che «il biglietto lo abbiamo pagato noi e pur di trovare due posti abbiamo bloccato gli unici disponibili in prima classe. La notte prima era morto un ragazzo sotto i bombardamenti, nella sua auto, un’angoscia senza fine». Gli ultimi giorni per la coppia sono stati terribili: «sul telefono ci arrivavano continuamente messaggi di allerta», raccontano, «e tra un bombardamento e l’altro si sentiva solo un silenzio irreale. Eppure paradossalmente ci stavamo quasi abituando. Ma quando si è genitori di un ragazzo, un minorenne, è assurdo pensare di non poterlo vedere crescere».

Durante questi momenti difficili non sono rimasti comunque soli: «vogliamo ringraziare i nostri amici, parenti e conoscenti che quotidianamente ci hanno dato conforto e speranza. A Dubai poi le persone del posto sono state splendide, per esempio il direttore della scuola dove andavo, Shahram Mansouri, organizzava videochiamate a cui partecipava anche uno psicologo», ricorda Pili. Tornati a casa è stato il momento degli abbracci, le lacrime di gioia, un brindisi con gli amici. Ma i due non hanno dubbi: «se torneremo a Dubai? Quando ci sarà la pace assolutamente sì».

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