Macomer.

In missione per 3 mesi: «Spero di tornare per rivedere gli amici» 

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Vincitrice del prestigioso premio “Nino Carrus”, era partita in Sierra Leone per una missione umanitaria, assieme ai padri saveriani. Alessia Mureddu, 21 anni, dopo tre mesi e mezzo, è tornata a Macomer. Per lei un percorso di crescita umana e spirituale, e il confronto con realtà e culture diverse. «Una bella esperienza, che ho vissuto intensamente, nonostante le diversità culturali e la lontananza dai miei cari», dice.

Era partita il primo febbraio per immergersi in una realtà dove i padri saveriani da tempo sono impegnati in una grande opera missionaria. «Appena arrivata a Kabala - racconta - mi sono subito immersa in una realtà dove ho potuto accertare che le persone, i bambini le ragazze e i ragazzi non hanno le stesse opportunità che per noi sono scontate. Hanno uno stile di vita diverso. Il mio compito era quello di insegnare arte in una scuola elementare. Spesso giocavo con i bambini del quartiere, ridevo e scherzavo, instaurando un rapporto di amicizia fraterna». E poi: «Con me c’era una ragazza milanese, Cristina, che insegnava inglese, la sveglia era alle 6.30 e si andava in chiesa. Dopo la colazione, si andava a scuola o ci si occupava della casa. Alle 12.30 il pranzo preparato da una cuoca, spesso anche da me e Cristina, con la cucina italiana. Nel pomeriggio si giocava. Cantavo nel coro, si andava spesso nei villaggi vicini». Alessia ha lasciato anche degli amici. «Sono Emmanuel, Joshua e tanti altri ragazzi, li sento per telefono. Forse un giorno tornerò per incontrarli e per vedere se qualcosa è cambiato». (f. o.)

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