I poliziotti lo hanno fermato mentre si allontanava da una palazzina del Cep: un giovane aveva nel marsupio un etto di hascisc. Una conferma del sospetto degli agenti della Squadra volante: in un appartamento sembra venisse portata avanti un’attività di spaccio. Così è scattato il blitz nell’abitazione di Claudio Dessì, 32 anni: nella stanza c’erano diverse sostanze stupefacenti, come 800 grammi di marijuana, 200 di hascisc e anche 120 di ketamina. Un quantitativo ingente che ha portato il pm di turno, Marco Cocco, a disporre l’arresto ai domiciliari del 32enne. Ieri mattina, davanti al giudice Giorgio Altieri si è tenuta l’udienza di convalida: il gip ha confermato la custodia cautelare. Dessì, difeso dall’avvocato Marco Monni, ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee, parlando di uso personale dovuto a dei seri problemi di salute.
Il pericolo
Alla fine dell’operazione, come ricostruito dai poliziotti coordinati dal dirigente Massimo Imbimbo, è stato denunciato anche il 22enne che aveva acquistato poco prima 110 grammi di hascisc dal conoscente. Un’attività, quella degli agenti delle volanti, nata grazie alla conoscenza del territorio. Perché da qualche giorno, durante i controlli, è emerso il sospetto che in uno dei palazzi del Cep ci fosse un’attività di spaccio. Così quando c’è stata l’irruzione nella casa di Dessì. Si è sentito, come ricostruito dalla Polizia, un odore di sostanze stupefacenti. Nella stanza del 32enne c’era poi la droga: ogni tipologia era contenuta in una differente scatola. Oltre alle diverse sostanze (alla fine sono stati sequestrati un chilo tra marijuana e hascisc, e soprattutto 120 grammi del potente anestetico, la ketamina, utilizzato spesso come sostanza stupefacente dagli effetti devastanti) sono stati sequestrati anche 1.800 euro, due coltelli, un bilancino di precisione e il materiale usato per il confezionamento delle sostanze.
La difesa
Il 32enne, come disposto dal pm di turno, ha trascorso la notte ai domiciliari e ieri mattina è stato interrogato dal gip. Si è avvalso della facoltà di non rispondere ma, assistito dal legale Monni, ha parlato dei suoi problemi di salute, abbastanza seri, che lo avrebbero portato a far uso di sostanze come medicinali. Il quantitativo ingente e i soldi fanno pensare anche che l’uomo portasse avanti un’attività di spaccio. Su questo avrebbe evidenziato che si tratta di cessioni a poche persone. Avrebbe inoltre espresso la volontà di affidarsi a delle cure specifiche.
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