Sviluppo.

«Imprese, l’Isola sarà un hub del Mediterraneo» 

Unioncamere: traffico di container in aumento, serve una cerniera tra Africa e Europa 

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Il Mediterraneo è un enorme spazio economico, ma anche il teatro di tensioni e crisi che negli ultimi anni hanno ridisegnato gli equilibri tra le sue sponde. In mezzo, la Sardegna. «Per troppo tempo» considerata una periferia dell’Italia e dell’Europa, oggi l’isola prova a trasformare la sua posizione geografica in un punto di forza, proponendosi come cerniera tra Europa, Africa e Medio Oriente.

Lo scenario

È la prospettiva emersa ieri alla Fiera di Cagliari al Meda City Forum, che ha riunito istituzioni, Camere di Commercio e imprese per parlare di cooperazione, investimenti e sviluppo. Al centro la Siria, con un confronto dedicato a pace, ricostruzione e investimenti. Presenti Josep Santacreu, presidente di Ascame (associazione delle Camere di Commercio mediterranee) e della Camera di Commercio di Barcellona, e da remoto anche il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea Raffaele Fitto. Nel workshop 25 aziende, una dozzina sarde e le altre internazionali. L’obiettivo è fare della Sardegna «una cerniera straordinaria di collegamento tra l’Europa e il Mediterraneo», ha detto l’assessore regionale all’Industria Emanuele Cani. «L’isola può diventare un hub». All’incontro anche il presidente della Camera di Commercio di Cagliari-Oristano Maurizio De Pascale.

I numeri

Ma il Mediterraneo è soprattutto un mercato. «Nel 2025 abbiamo superato i 72 milioni di Teu (unità standard dei container)», ha ricordato il presidente di Unioncamere Andrea Prete, con una crescita del 6 per cento. Per Prete, in una fase di crescente instabilità geopolitica, «è preferibile implementare i rapporti tra le diverse Camere di Commercio», perché una maggiore interazione economica può «giovare a Europa, Asia e Africa». «Il Mediterraneo deve unire e non dividere».

Poi il nodo delle crisi internazionali e delle loro ricadute. «Siamo troppo dipendenti da quello che ci accade intorno». Prete ha citato le tensioni nello Stretto di Hormuz e gli effetti su energia, inflazione e consumi. Per questo, «molte volte l’economia ha preceduto la politica e mi auguro che anche questa volta si possa andare in questa direzione».

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