Gavoi.

Il sagrato un campo di battaglia 

Petardi e rifiuti davanti alla chiesa, danni a finestre e porte di case private 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Capodanno all’insegna del vandalismo alla chiesa parrocchiale di San Gavino. Finestre e portoni di case private danneggiati, piazza lasciata in condizioni di degrado, con rifiuti e residui di fuochi d’artificio ovunque. È il quadro denunciato dal sindaco di Gavoi, Salvatore Lai, ieri in merito a quanto avvenuto il 31 dicembresul sagrato, episodio che aveva portato il primo cittadino a una dura presa di posizione pubblica. Un post che seguiva un breve video, poi non più disponibile in rete, apparso sul profilo della parrocchia con le foto del “dopo” festa che denunciava quanto accaduto col messaggio: «Auguri anche a chi ha reso la piazza un campo di battaglia».

La presa di posizione

Il bilancio degli atti di vandalismo segnalati nei giorni scorsi davanti alla parrocchia e nell’area circostante, ha scatenato una dura presa di posizione del sindaco di Gavoi, che ha denunciato l’accaduto. Nel suo intervento, Lai ha espresso solidarietà personale e dell’Amministrazione a don Michele Casula, e una ferma condanna per quanto accaduto. Un episodio che, per Lai, rappresenta un segnale preoccupante di mancanza di consapevolezza e rispetto delle regole, soprattutto considerando che eventuali eventi o festeggiamenti «avrebbero potuto svolgersi in altri luoghi più idonei e sicuri». Particolare attenzione viene posta sui danni materiali, «che qualcuno dovrà farsi carico di ripagare, così come delle spese necessarie per la pulizia della piazza». Il sindaco ha poi sottolineato «comprendo l’entusiasmo legato al passaggio al nuovo anno, ma Gavoi non può diventare un “far west” e divertirsi non significa oltrepassare i limiti del rispetto e della sicurezza di persone e cose».

Cittadini in comune

Dopo quel post però, un gruppo di cittadini si è presentato in Comune per chiarire e scusarsi dei comportamenti tenuti durante la notte di Capodanno. L’entusiasmo ha oltrepassato la sensibilità di parte della comunità, e si subito voluto porre rimedio. A comunicarlo è stato lo stesso sindaco qualche ora dopo precisando che i danni alle finestre e ai portoni «riguardano non il luogo di culto, ma case private adiacenti».

Ammesse le colpe

Nel confronto col primo cittadino dei ragazzi hanno ammesso di aver acceso fuochi d’artificio nella piazza della chiesa, di aver lasciato l’area sporca, ma hanno garantito di non aver agito con alcuna intenzione irrispettosa nei confronti della chiesa e della piazza di San Gavino. L’unico intento era rendere più suggestivi i festeggiamenti di fine anno. «I danneggiamenti? Li hanno disconosciuti - precisa Lai -, ma siamo pronti ad intervenire. Non sono i fuochi d’artificio in sé a essere messi in discussione, ma i luoghi in cui vengono fatti esplodere, le condizioni di sicurezza e il rispetto del decoro urbano». Lo stesso primo cittadino ha poi osservato positivamente come gli autori si siano presentati spontaneamente in Comune, assumendosi le proprie responsabilità. «Un bel segnale della comunità» evidenzia.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi