Sei anni dopo il primo rinvio a giudizio, il processo alla presunta banda accusata di aver favorito l’immigrazione clandestina, in cambio di denaro, ricomincerà il 2 dicembre in Corte d’assise. Lo ha disposto il Gup del Tribunale, Marco Mascia, che ha accolto la nuova richiesta del pm Enrico Lussu, dopo che lo scorso anno – a dibattimento ormai quasi finito per i 13 imputati davanti al collegio del Tribunale – era emerso che i reati prospettati dall’accusa fossero di competenza dell’Assise. Quella che in gergo tecnico si chiama “eccezione di incompetenza” era stata sollevata lo scorso anno: una volta accolta dai giudici il pm Lussu ha dovuto chiedere nuovamente il rinvio a giudizio che è stato accolto dal Gup con la fissazione dell’udienza a fine anno davanti all’Assise. A difendere i 12 imputati (uno è stato stralciato perché irreperibile) sono i legali Sebastiano Desogus, Valeria Cau, Massimo Puddu, Fabio Pili, Massimo Atzeni, Hiram Cossu e Fabio Cannas. Le accuse vanno, a vario titolo, dall’associazione per delinquere al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, contraffazione di documenti e altri reati minori. Decine gli irregolari che sarebbero stati fatti arrivare così da Bangladesh, Pakistan, India, Ucraina, Africa. Andranno a giudizio Sabrina Giacomini, Stefania Addari, Giovanni Cantarelli, Cristian Desogus, Kane Ndama Loum, Gianfranco Marongiu, Roberto Metta, Francesco Secci, Efisio Serra, Roberto Simoni, Simona Muscatello e Tarlok Chohan.
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