Il Monastir è lassù, in terza posizione in una Serie D alla quale partecipa per la prima volta nella storia. Risultato inatteso, «nessuno all’esterno se lo aspettava», e adesso l’asticella si alza. «I playoff? La base è la salvezza, ma qualche battutina nello spogliatoio si fa». Come dire: ci si comincia a credere. Ora «proveremo a fare più punti possibile, poi vedremo dove saremo alla penultima giornata».
Umori e speranze dello spogliatoio della grande rivelazione del campionato che emergono dalle parole pronunciate dal centrocampista Mario Corcione, 24 anni, nel corso della trasmissione “L’Informatore sportivo” in onda ieri sera su Radiolina. Il giocatore, da quest’anno con i campidanesi dopo una stagione trascorsa al Latte Dolce, scherza sul sogno proibito (gli spareggi per salire in C) ma sotto sotto la speranza sale. «Per giocarli farei quasi di tutto», dice rispondendo al giornalista Alberto Masu, «ci riaggiorneremo».
Del resto la squadra del tecnico Marcello Angheleddu, che appena due stagioni fa era in Promozione, stupisce solo chi non fa parte del club. «Noi immaginavamo» questo percorso «sapendo quale lavoro facciamo tutti i giorni da agosto» sostiene Corcione, che poi puntualizza: «Meglio, più che altro speravamo di arrivare in queste posizioni. Siamo felici e sappiamo che possiamo fare anche di più, ma tra il dire e il fare c’è tanta strada da percorrere».
L’ultima tappa è stata negativa, visto il ko in trasferta con l’Atletico Lodigiani. Una sconfitta «che brucia, fare una grande prestazione e perdere fa male. L’unica gioia è la classifica invariata col terzo posto confermato. Ora però siamo già concentrati sulla prossima partita». Si gioca contro l’Ischia: «Gara non facile, è una squadra fisica. In settimana ci prepareremo come si deve e sabato cercheremo i tre punti». In un torneo che dimostra, contrariamente a quanto si pensi, di avere un alto tasso tecnico e di difficoltà. «La Scafatese quest’anno sta ammazzando il campionato» ma per il resto non c’è una grande differenza di valori. Nelle retrovie «chi vuole salvarsi combatterà sino alla fine. Cos, Olbia e Budoni ora sono lì sotto ma faranno il massimo per uscirne». Però «vincere una gara non basta, servono tre o quattro gare positive».
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