L’accusa.

«Il Capodanno è stato un vero fallimento» 

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«Il Capodanno certifica un fallimento politico e organizzativo che non può più essere nascosto dietro la retorica del “capodanno diffuso”»: comincia così la nota dei consiglieri di centrodestra a Palazzo Bacaredda. «Il concerto di Giusy Ferreri, evento di punta, aveva una capienza massima stimata in 10.000 persone. A questa cifra sono state sommate presenze nelle altre piazze, per loro natura non quantificabili. I comunicati ufficiali parlano di circa 15.000 persone complessive in tutti gli eventi cittadini. Il confronto con le altre città dell'isola è impietoso:a Sassari, con il solo concerto di Max Pezzali, si sono registrate 35.000 presenze. Non è una gara di vanità, ma un indicatore chiaro di attrattività, visione e capacità di programmazione», dicono. E ancora: «Cagliari merita di più. Merita un Capodanno capace di portare persone, economia, visibilità e sicurezza, non una somma di micro-eventi che disperdono pubblico e risorse. È arrivato il momento di mettere da parte il capodanno diffuso e tornare a una scelta chiara, ambiziosa, riconoscibile: un grande evento centrale che renda Cagliari davvero attrattiva nel panorama nazionale. Continuare così significa accontentarsi. E Cagliari non può permetterselo. La città ha potenzialità enormi: serve il coraggio di una visione diversa. La domanda è semplice: vogliamo competere o restare a guardare?»

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