Massimo Fantini, Aou Cagliari

«I picchi sempre nei mesi estivi» 

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«Le gastroenteriti acute da infezione e da intossicazione alimentare sono frequenti in territori a forte vocazione turistica come la Sardegna. Sono causate dalla trasmissione oro fecale con l’ingestione di acqua o alimenti contaminati da batteri, virus o tossine: Norovirus, Salmonella, Escherichia coli, mentre le forme più gravi sono le tossinfezioni da Botulismo», spiega Massimo C. Fantini, professore ordinario di Gastroenterologia all’Università di Cagliari e direttore della Struttura complessa di Gastroenterologia dell’AOU cagliaritana: «Negli ultimi anni non si è registrato un aumento di gastroenteriti rispetto al resto d’Italia, ma si conferma una stagionalità marcata: i picchi sono nei mesi estivi quando l’afflusso turistico porta all’incremento di pasti fuori casa. In questo contesto si inserisce la cosiddetta “diarrea del viaggiatore”, sindrome legata al consumo di cibi o bevande contaminati durante gli spostamenti, che può colpire fino all’80% dei viaggiatori in aree a rischio».

«Nell’estate 2025», pone l’accento il docente, «un focolaio di botulismo collegato a un evento di street food a Monserrato, nel Cagliaritano, ha causato diversi ricoveri e almeno due decessi. L’episodio, causato da una salsa contaminata, ha coinvolto decine di persone e richiesto il ritiro di prodotti sospetti e l’avvio di indagini epidemiologiche. Casi analoghi, seppur rari, evidenziano come possano verificarsi incidenti legati alla conservazione inadeguata degli alimenti».

«Nel complesso», riporta Fantini «i dati nazionali indicano che in Italia si registrano ogni anno alcune decine di casi di botulismo, spesso associati a conserve domestiche o produzioni artigianali. Questo rende evidente come il rischio maggiore, più che nella ristorazione strutturata, risieda nelle pratiche non controllate. Tuttavia eventi popolari e sagre rappresentano un punto critico per la possibile diffusione di gastroenteriti, specie in presenza di grandi flussi e controlli difficoltosi».

«In Sardegna, dunque», conclude il medico, «la situazione negli ultimi due anni appare sotto controllo ma non priva di criticità. Le gastroenteriti restano diffuse ma generalmente ben gestite a livello domiciliare. Tuttavia le gastroenteriti più severe richiedono un ricovero seppur con prognosi benigna nella quasi totalità dei casi. La prevenzione rimane lo strumento principale: corretta manipolazione degli alimenti, controlli rigorosi e informazione dei cittadini nei periodi di maggiore affluenza turistica».

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