Washington. Gli inviati Usa, Steve Witkoff e Jared Kushner, tornano alla base dopo la spola tra Mosca e Kiev, pronti a riferire a Donald Trump sugli incontri con Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Un resoconto su una missione difficilissima, puntellata dalle linee rosse dei due leader in guerra, che nella ricostruzione americana lascia comunque intravedere spiragli: «Sono stati compiuti progressi sostanziali, compresi passi avanti nella programmazione di ulteriori colloqui trilaterali», ha annunciato Witkoff. Mentre lo stesso Trump, che sarebbe pronto a telefonare direttamente ai leader di Kiev e del Cremlino, ha sentito nel frattempo il premier britannico Burnham concordando, secondo quanto fatto trapelare da Londra, «l'impegno comune per il cessate il fuoco in Ucraina».
Anche se i nodi da sciogliere restano sempre gli stessi, a partire dai territori, qualcosa dietro le quinte sembra muoversi. I negoziatori americani hanno infatti riferito all'Ucraina una «rinnovata» disponibilità russa a trattare dopo le elezioni per la Duma, in calendario il 18 e 19 settembre, ha raccontato una fonte dell'Eliseo. La Francia, così come la Gran Bretagna e la Germania, ha partecipato a uno dei round di colloqui che si sono svolti a Kiev, confermando la voglia dell'Europa di continuare a sostenere l'Ucraina ed essere parte del processo di pace.
La presunta apertura di Mosca dietro le quinte è accompagnata da un ben più bilanciato commento pubblico: la missione di Witkoff e Kushner è stato un «piccolo passo verso la pace», ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Con un'economia in difficoltà, la Russia potrebbe essere pronta a cogliere l'accelerazione di Trump per risolvere il conflitto. Per il presidente Usa sbloccare lo stallo e rilanciare il dialogo prima delle elezioni di metà mandato sarebbe un successo da rivendicare davanti agli elettori americani, sempre più scettici su quella sua “Art of a Deal (l’arte dell’accordo), di cui si è vantato per risolvere otto guerre.
L'accelerazione è benvenuta anche per Zelensky: il presidente ucraino teme un nuovo inverno freddo sotto le bombe ed è consapevole della carenza di armi che gli possono essere consegnate per continuare a difendersi e rispondere agli attacchi russi. Gli Stati Uniti stanno valutando se Russia e Ucraina possano intraprendere iniziative per ridurre l'intensità del conflitto durante l'inverno, ha spiegato Zelensky in un'intervista ad Axios senza entrare nei dettagli. Il presidente ucraino ritiene che le settimane fra ottobre e novembre siano una finestra di opportunità per la diplomazia, e lui intende sfruttarle.
Zelensky parteciperà all'assemblea generale dell'Onu, che potrebbe essere teatro per ulteriori trattative fra Kiev e Washington. Pur dicendosi scettico sulle intenzioni di Putin a trattare, il leader di Kiev è altrettanto convinto che il presidente russo abbia «bisogno di Trump e non voglia farlo arrabbiare». Secondo Zelensky, il leader del Cremlino vuole regalare a Trump una vittoria diplomatica prima del voto di midterm di novembre e questo aumenta la leva amer icana per fare pressione su Putin per una de-escalalation per l'inverno. Il leader ucraino non è comunque ottimista.
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