«Non si può far finta di niente e restare in silenzio. I fenomeni di criminalità, estranei al nostro contesto, e che invece si stanno verificando in maniera sempre più frequente, non potranno che incrementare con questo ulteriore invio di detenuti. Siamo fortemente preoccupati». Gabriella Esposito, capogruppo del Pd in Consiglio comunale, parla a nome di tutti i consiglieri di maggioranza del Progetto Alghero, firmatari di una nota di protesta contro i massicci trasferimenti di reclusi sottoposti al regime del 41-bis. Secondo i dati richiamati, con gli ultimi arrivi, sarebbero circa 185 i detenuti finiti nel reparto speciale delle strutture penitenziarie sarde, più di uno su quattro rispetto al totale nazionale. Una quota destinata a crescere ulteriormente con il previsto potenziamento del carcere di Badu ’e Carros, a Nuoro ma sul territorio a preoccupare è la situazione di Bancali. La presenza di una cospicua presenza di detenuti in regime di 41 bis nel carcere sassarese è spesso stata messa in relazione col rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto cittadino.
«Fronte unitario»
A essere contestati sono la sproporzione e il metodo con cui questa scelta viene portata avanti, “senza un reale coinvolgimento della Regione e degli enti locali”. La gestione del regime di massima sicurezza richiede personale specializzato, standard particolarmente elevati e determina conseguenze sull'organizzazione dei servizi e anche sul sistema sanitario regionale. Progetto Alghero sollecita una iniziativa comune di Regione, Città Metropolitana e enti locali. «Serve un fronte unitario perché la Sardegna non venga considerata una soluzione logistica, ma un territorio da coinvolgere nelle decisioni che la riguardano». Al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria si chiede dunque di garantire trasparenza su numeri, criteri adottati, trasferimenti futuri e risorse per personale, sicurezza e sanità. «Nessuno mette in discussione il 41-bis quale strumento di contrasto alla criminalità organizzata, né il fatto che anche la Sardegna debba contribuire, ma non ci risulta - conclude la capogruppo Pd Esposito - che siano stati inviati rinforzi, in termini di magistrati e personale penitenziario».
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