Fotografare un secolo di vita è un’impresa difficile, ma la casa di Giovannina Porcu, a Villamar, restituisce l’immagine di un amore coltivato nel tempo, lo stesso che oggi si riconosce nei gesti della sua famiglia.
Nata nel 1926, ha spento le sue cento candeline tra l’affetto dei suoi cari, i colori e il profumo dei fiori che ha sempre amato, conservando intatta quella curiosità allegra e il piacere di raccontarsi. A soli undici anni, ha dovuto fare i conti con la perdita della mamma Assunta; da allora ha preso il ritmo di chi, troppo presto, deve imparare a badare a sé stessa: lavava i panni al fiume, allevava gli animali, lavorava la terra e mieteva il grano. Ancora oggi ricorda, con un pizzico di meritato orgoglio, il giorno in cui imparò a fare il pane in casa da sola. A ventidue anni, il matrimonio e l’inizio di un nuovo capitolo della sua vita: undici figli, seguiti da nipoti e pronipoti; una storia di cui fanno parte anche due speciali coinquiline, le sue tartarughe, che convivono con lei dal 1970. E così Giovannina Porcu ha messo la firma su questo importante traguardo, proprio come quella apposta sulla sua nuova carta d’identità pochi mesi fa: a chiare lettere e senza incertezze.
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