La sigaretta tra le dita, il mare davanti e la battigia a pochi passi. Una scena che fino a qualche anno fa sarebbe passata inosservata. Oggi molto meno: fumare sulle spiagge di Tortolì non è più consentito in forza a un’ordinanza dello scorso anno e rinnovata all’alba della stagione turistica. Peccato che non venga rispettata. L’ultima trasgressione è stata documentata con un video che, domenica, è diventato virale salvo poi essere rimosso dai social forse perché la pubblicazione violava la privacy delle persone inquadrate. Una donna, mentre prendeva il sole sotto l’ombrellone, ha spento la sigaretta tra i granelli di sabbia. Apriti cielo: i commenti al video, sebbene rimasto online poche decine di minuti, erano un misto tra sdegno e rabbia, con preghiera al Comune di intensificare i controlli.
Ordinanza ignorata
Nelle ultime settimane, gli organi incaricati dei controlli, ossia polizia locale e compagnia barracellare, hanno ricevuto diverse segnalazioni che denunciano comportamenti contrari all’ordinanza comunale. «La gente continua a fumare al mare, sulla battigia e perfino in acqua - ha scritto un utente a corredo del video in cui era stato taggato anche il Comune di Tortolì - gettando cenere sulla sabbia e mozziconi che finiscono in mare. Il Comune è stato esemplare nel formulare il divieto per il rispetto dell’ambiente e delle persone, ma senza controlli il provvedimento rischia di diventare inefficace». Una lamentela che riporta al centro il tema per cui l’ordinanza era stata emessa: la tutela dell’ambiente marino e della qualità delle spiagge. I mozziconi di sigaretta rappresentano uno dei rifiuti più diffusi lungo le coste.
Le difficoltà
Maurizio Lorrai, comandante dei barracelli, spiega le difficoltà: «Quando arriva la pattuglia - afferma il capitano - e il personale entra in spiaggia con indosso la divisa, chi sta fumando ci mette un attimo a spegnere la sigaretta e a nasconderla. Chi fa la segnalazione dovrebbe identificarsi per la testimonianza da inserire a verbale, ma raramente accade. Se la persona non viene colta in flagrante non si può emettere un verbale. Soluzioni? Predisporremo dei servizi in borghese». Le sanzioni possono arrivare fino a 500 euro. Resta però aperta la questione dell’effettiva applicazione del divieto. «Confidiamo nel buon senso dei bagnanti: si rispetti l’ordinanza a tutela dell’ambiente. Per chi non può farne a meno esistono le aree dedicate», dice Riccardo Falchi, consigliere con delega all’Ambiente.
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