Parigi. Aumentano gli incendi che stanno devastando molto zone d’Europa. Mentre salgono a tre i pompieri morti in Grecia, nel Peloponneso, oltre 120 loro colleghi ieri erano impegnati a Creta, su un fronte di fuoco lungo 15 chilometri. Roghi anche nel sud ovest della Turchia, mentre quelli attivi in Spagna ieri erano dieci, ma le autorità parlavano di «evoluzione favorevole». La situazione resta critica in Francia, dove il Belgio ha deciso di inviare squadre e aiuti per contrastare l’emergenza, con i vigili del fuoco che tentavano di arginare la ripresa delle fiamme nella Gironda. Anche la Gran Bretagna affronta i roghi, come quello che ha devastato boschi e brughiera nel parco nazionale di Cairngorms, in Scozia. Nel Regno Unito però al momento il problema peggiore sembra la siccità, dopo l’inedita assenza prolungata di precipitazioni su diverse zone del Paese.
E ieri è servito l’intervento della polizia di frontiera bulgara per evacuare 186 turisti, tutti europei, da un battello da crociera che da martedì si era arenato sul Danubio a causa del livello criticamente basso, dopo settimane di caldo e mesi di carenza di piogge e nevicate. A pochi chilometri da Vidin, sulla sponda bulgara del grande fiume nel tratto che segna il confine con la Romania, la Viking Ullur, battente bandiera svizzera, era rimasta incagliata senza cibo né acqua potabile davanti al villaggio di Gomotartsi, dove il letto si trovava a meno di due metri dalla superficie: un livello troppo basso anche per il barcone fluviale, che pure ha un pescaggio di solo 1 metro e 70. E la secca del grande fiume vicino al villaggio di Ryahovo, nella Bulgaria nord-orientale, ha portato alla luce quelli che si ritiene essere resti di mammut. Secondo il professor Nikolay Nenov si tratta di una mandibola, due zanne e forse una costola.E se per ora l’Italia non chiesto aiuto al Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (Ercc) dell’Ue, a partire dal 6 agosto le previsioni segnalato un «rischio estremo, in particolare in Sardegna», ed «è in quel periodo che pensiamo che potrebbe essere necessario» un’azione di contrasto con aiuto aggiuntivo, dice Maria Zuber, capo Unità dell’Ercc, in un incontro con la stampa.
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