Il caso.

Finte aste giudiziarie, pc e telefoni sequestrati al vaglio della Procura  

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Verranno esaminati dai consulenti del pubblico ministero Enrico Lussu e dagli investigatori della Guardia di Finanza i telefonini e i computer sequestrati nel corso delle numerose perquisizioni effettuate negli ultimi giorni in tutta Cagliari, e anche in vari altri centri della Città Metropolitana, nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta banda specializzata in truffe su finte aste giudiziarie. I militari hanno già ottenuto le tracce delle movimentazioni economiche dai vari istituti di credito e ora starebbero cercando riscontri sui presunti raggiri.

Delegati a effettuare gli accertamenti sono gli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-finanziaria del Comando provinciale, coordinati dal colonnello Paolo Pettine, che nei giorni scorsi si sono presentati nelle case e nei luoghi di lavoro di vari indagati, tra i quali si contano anche tre dipendenti del Comune di Cagliari: un funzionario, un messo notificatore e un vigile urbano. Il pm Lussu ipotizza l’associazione a delinquere finalizzata alle truffe: promotori e organizzatori della banda sarebbero Sabrina Schirru Giacomini, e Gian Paolo Pili, assieme a quelli che la Procura indica come i procacciatori delle potenziali vittime ed esecutori delle truffe: Marco Pirina, Vitaliano Lecis, Corrado Fresu, Francesco Mostallino, Giuseppe Scibilia, Gregorio Farris, Roberto Pappacoda. Oltre a questi ci sarebbe anche Alessandro Gugliandolo, ritenuto il basista. L’inchiesta riguarderebbe una lunga serie di raggiri con finte vendite all’asta di case o auto di lusso (Audi, Bmw, ecc), beni proposti a prezzi molto vantaggiosi che, alla fine, si sarebbero rivelati delle truffe realizzatr anche con documenti contraffatti e finti notai. (fr.pi.)

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