Sardara.

«Festival letterario, chi paga il conto?» 

Manifestazione finanziata malgrado il no di segretaria e contabili comunali 

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Scontro politico a Sardara sul Festival letterario del Monreale. I consiglieri di minoranza “Orizzonte Sardara”, Ercole Melis (capogruppo), Giuseppe Tuveri, Valentina Viaggiu e Nicola Casti hanno presentato un’interrogazione all’assessore alla Cultura, Antonio Mameli, per chiedere chiarimenti sull’organizzazione della manifestazione “Essenze ed Apparenze”, svoltasi a fine marzo al Cineteatro delle terme con incontri, letture, dibattiti e spettacoli. Mentre Melis segnala «possibili criticità e perfino rischi di danno erariale», Mameli difende l’iniziativa: «Un successo di pubblico e vasta promozione del territorio».

«Procedura illegittima»

Al centro della contestazione l’azione amministrativa adottata dalla Giunta comunale. I consiglieri hanno puntato la lente d’ingrandimento sugli atti approvati dall’esecutivo, in particolare la delibera di indirizzi agli uffici per verificare le condizioni necessarie all’autorizzazione del festival, proposto dall’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo. «I nostri dubbi sulla legittimità della procedura - ricorda Melis - sono diventati quasi certezze leggendo la relazione della segretaria comunale allegata alla delibera in questione, dove la rappresentante legale dell’ente ha evidenziato rilievi giuridici, amministrativi e contabili, esprimendo parere contrario e perfino rischi di danno erariale».

Tra i punti contestati figurano «l’assenza di un bando pubblico per individuare il soggetto cui affidare l’organizzazione, la mancanza di atti programmatori specifici sull’evento, le procedure che esulano dalla corretta gestione della cosa pubblica». Ignorato persino «lo stesso regolamento per la concessione di contributi, oltre alle più elementari regole del buon agire amministrativo». Ma nonostante il “parere contrario” della segretaria e del tecnico-contabile “non favorevole”, il Festival letterario è stato approvato.

Danno erariale?

«Il costo complessivo del programma – prosegue Melis - ammonta a 68mila euro. La prima fase dell’evento si è svolta a marzo, grazie a 23mila euro, 15mila finanziati dalla Fondazione Banco di Sardegna e 8mila a carico del Comune. Per la seconda, prevista per ottobre, è stato chiesto un contributo di 35 ila euro alla Regione, per il momento dichiarato inammissibile». Da qui la richiesta di spiegazioni del gruppo “Orizzonte Sardara” all’assessore di riferimento: «È doveroso fare chiarezza su chi ha proposto il Festival; l’Amministrazione ha realmente concordato tempi e modalità organizzative?; quali provvedimenti s’intendano adottare per superare le violazioni evidenziate dagli uffici?; il cofinanziamento di 8 mila euro da quale capitolo di spesa del bilancio deriva?; come s’intendono “sanare” le criticità create al fine di evitare un danno erariale e inutili contenziosi e danni d’immagine?».

La replica

« La problematica - ammette Mameli- è abbastanza complessa. Va chiarita punto per punto. Lo faremo in Aula al prossimo Consiglio comunale. Posso dare un giudizio sull’evento, i risultati raggiunti hanno offerto ai cittadini quattro serate di cultura, affrontato temi importati, come la violenza di genere».

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