Sant’Elia.

Euro ‘32, il dossier Cagliari è all’Uefa 

Dopo il via libera del Consiglio comunale, Zedda deposita la candidatura 

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Quasi non c’è neppure il tempo per festeggiare. Perché il giorno dopo il voto del Consiglio che ha dichiarato il pubblico interesse del nuovo stadio e concesso il diritto di superficie al Cagliari Calcio, a Palazzo Bacaredda si lavora per il nuovo step: ovvero, trasformare quel fondamentale passaggio amministrativo in un’accelerazione verso la realizzazione del Gigi Riva (con la pubblicazione del bando di gara entro la fine di agosto) e, insieme, presentare la candidatura di Cagliari tra le città destinate a ospitare Euro 2032. La prima mossa è compiuta. «Abbiamo depositato via Pec tutta la documentazione richiesta», annuncia l’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta. Entro la fine di settembre o, al più tardi, nei primi giorni di ottobre, l’Uefa dovrebbe comunicare l’elenco delle città prescelte.

Le città in campo

Si vedrà in autunno, quindi se Cagliari sarà tra le cinque città italiane (insieme ad altrettante turche) che ospiteranno alcune partite degli europei. Finora l’unica certezza è Torino (lo Juventus stadium), ma sono candidate con un’alta probabilità di successo anche Milano (il nuovo San Siro), Roma (l’Olimpico o il nuovo impianto della Roma a Pietralata) e Firenze (il Franchi, in ristrutturazione). Cagliari entra nella rosa dei cinque impianti che si giocano l’ultimo posto: Napoli (il più accreditato), Palermo, Salerno e Genova. Per il Comune (e anche per il Cagliari calcio) la chance offerta da Euro 2032 rappresenta uno stimolo alla realizzazione del nuovo impianto ma non il motivo principale. «La candidatura a Euro 2032 ha certamente favorito il rispetto di tempistiche molto stringenti», spiega Macciotta. «Ma il nostro obiettivo è sempre stato quello di consegnare a Cagliari uno stadio moderno, all’interno di un’operazione perfettamente riconducibile a un perimetro di legittimità, studiata e approfondita in ogni dettaglio e nella quale l’interesse pubblico fosse pienamente garantito».

Il successo

Ecco perché il voto di giovedì rappresenta una tappa decisiva nel percorso di avvicinamento alla costruzione dello stadio. «È un passaggio importantissimo», conferma l’assessore. «Lo diciamo con obiettività, ma senza trionfalismi, perché il percorso è ancora lungo». Un invito alla prudenza, quindi, che non nasconde però la consapevolezza di trovarsi davanti a uno dei passaggi più significativi di un iter iniziato ormai dieci anni fa.

La prossima tappa sarà la gara che, salvo imprevisti, dovrebbe essere pubblicata entro il 20 agosto. Il progetto di finanza dovrà infatti misurarsi con il mercato: il Cagliari Calcio, in qualità di società proponente, potrà esercitare il diritto di prelazione previsto dalla normativa, ma la procedura sarà aperta anche ad altri operatori economici. Il Comune è fiducioso sull’esito della procedura. «Confidiamo che alla gara partecipino più soggetti. Sarebbe un vantaggio per la città e per la Regione». E se nessuno dovesse partecipare? «Il Consiglio comunale sarebbe chiamato a valutare un percorso alternativo. Ma siamo in una dimensione esclusivamente teorica, è un’eventualità che oggi non ci prefiguriamo».

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