L’emergenza sanitaria fa paura e a Uras è nato il comitato salute Unisal, acronimo di Unione per la salute: l’obiettivo è tutelare il diritto alla salute della comunità. A Milis, invece, dove dal 30 maggio manca anche la guardia medica, dopo il trasferimento del servizio a Tramatza, è stata promossa una petizione popolare e le firme raccolte sono già più di un centinaio. La richiesta è potenziare il servizio Ascot, attivo solo 10 ore a settimana, il mercoledì e il giovedì mattina. A fronte delle 20 ore di Paulilatino, delle 10 di Narbolia, delle 11 di San Vero Milis e delle 48 ore della Casa della Comunità di Santu Lussurgiu.
L’iniziativa
A far nascere il comitato a Uras (presente anche con una pagina Facebook per poter raggiungere il maggior numero possibile di persone) sono state Elena Caddeo e Laura Dessì allo scopo di chiedere il potenziamento dell’assistenza sanitaria territoriale in paese e contrastare lo spopolamento dei servizi come la guardia medica, i medici di base, gli Ascot e i pediatri. Il comitato promuove la partecipazione attiva dei cittadini alle scelte di programmazione sanitaria e collaborerà con altri comitati sardi per la difesa della sanità pubblica. «Non potevamo più aspettare - spiegano Caddeo e Dessì - proprio ieri ci hanno comunicato che per le due prossime settimane l’Ascot nel nostro paese resterà chiuso. Ciò significa che chi non ha un medico deve rivolgersi a quello di Arcidano. Chiederemo al commissario straordinario la disponibilità di una sala per presentare il comitato ai cittadini».
La petizione
A Milis, i firmatari della petizione popolare, rivolta alla direzione della Asl e alla sindaca Monica Ortu, che per ora sono più di un centinaio, chiedono di introdurre almeno un turno pomeridiano settimanale, al fine di ampliare l’accessibilità del servizio per le fasce di popolazione che non possono accedere al mattino e un riesame complessivo della distribuzione dei turni nel distretto, in ottica di equità territoriale e proporzionalità rispetto alla popolazione servita. «I cittadini possono firmare i fogli presenti all’Ascot - spiega Giusi Mastinu, una delle promotrici dell’iniziativa - ora andremo anche a casa delle persone che non possono recarsi all’ambulatorio. Chiediamo un turno in più dell’Ascot ma anche un mezzo di trasporto per chi non riesce a raggiungere Tramatza quando c’è bisogno di un medico».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
