Editoria.

Edicole, aiuti anche per le consegne 

Sgravi fiscali e contributi per le spese, sì al bonus fino a 4.500 euro 

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«Una boccata d’ossigeno». Saluta così Rossella Monni, rappresentante del sindacato Snag, il decreto attuativo che dà il via libera al cosiddetto Bonus Edicole, che stanzia in totale 10 milioni di euro a beneficio dei punti vendita esclusivi di giornali e riviste.

Nel dettaglio, la misura prevede 9 milioni per concedere contributi, fino all’importo di 4.500 euro e pari all’80%, per le spese sostenute nell’anno 2025 per Imu, Tasi, Cup e Tari, canoni di locazione, servizi di fornitura di energia elettrica, internet e telefono, acquisto o noleggio di registratori di cassa e Pos. «Ma rispetto al beneficio precedente ci sono anche due novità», sottolinea Monni.

Le misure

«È possibile chiedere il sostegno anche per i costi per l’assicurazione e il commercialista e, inoltre, è stato stanziato un milione per un contributo fino a 500 euro per le consegne a domicilio». La misura prevede inoltre un incremento del 10% alle edicole che nel 2025 sono rimaste aperte almeno la metà delle domeniche dell’anno e una maggiorazione del 20% per le nuove aperture. Monni, ricordando che le domande possono essere inoltrate a partire dal 24 novembre, sottolinea anche come il suo e gli altri sindacati abbiano ottenuto rassicurazioni dal Governo su un’ulteriore misura a beneficio anche dei punti vendita non esclusivi. «Si può sempre fare di più, - conclude Monni - ma è un traguardo positivo». Anche Antonio Durzu (Sinagi) accoglie la conferma e l’ampliamento del Bonus positivamente. «Misure come questa, merito anche della nostra battaglia, sono utili per aiutare il comparto a risollevarsi. Ma oltre a questi provvedimenti temporanei è necessario puntare a misure più strutturali. Innanzitutto, l’aggiornamento dell’accordo con distributori ed editori, che è fermo al 2006. E poi c’è il tema degli aggi, che devono essere rivisti per permettere alle edicole di far fronte ai cali di vendite. Dobbiamo collaborare, siamo tutti anelli della stessa catena».

L e voci

Per Nicola Murru (Fenagi) la misura rappresenta «un provvedimento importante per dare una mano agli edicolanti». «Le edicole – aggiunge Murru – sono un presidio fondamentale, soprattutto nei piccoli Comuni. Dare loro supporto non è solo un modo per aiutare il comparto, ma anche per preservare la socialità e la piccola impresa nei territori a rischio spopolamento».

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