Incredulità e sgomento. La morte di Giovanni Orani, l’ingegnere 44enne trovato senza vita, domenica notte, nella sua auto a Scala di Giocca, ha sconvolto amici e conoscenti. L’uomo è caduto in un precipizio dopo un volo di 30 metri morendo forse sul colpo. La presenza della Volkswagen Passat station è stata notata da chi guidava lungo i tornanti e, sul posto, sono intervenuti il 118, i carabinieri e i vigili del fuoco che hanno liberato il corpo del professionista. Sul posto anche la polizia scientifica e il pubblico ministero di turno che ora proveranno a dare risposte alle tante domande di un episodio inspiegabile.
Venerdì scorso Orani aveva lasciato la propria abitazione, senza portare con sé né i documenti e neppure il cellulare.
La famiglia aveva dato subito l’allarme ed erano partite le ricerche ma, in tre giorni, è stato segnalato solo in un paio di occasioni tra la città e la periferia, fino al tragico epilogo di due giorni fa. «Era una persona solare e sempre sorridente», è la frase ripetuta più spesso da chi ci aveva avuto a che fare. Nessuno sa dare una ragione al decesso del 44enne, e tutti negano che avesse manifestato segni di depressione o di scoramento. «Alle riunioni di Bni Maestrale – ricorda un conoscente, riferendosi al gruppo che accoglie imprenditori e professionisti del business e di cui Giovanni era stato presidente – diceva sempre che faceva anche l’ingegnere». A testimoniare che, pur amando il suo lavoro, aveva anche altre priorità, e tra queste la famiglia, dalla moglie ai figli al padre Andrea, noto costruttore in città. Che ne piangono la scomparsa. (e. f.)
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