Sono sbarcati a Su Siccu autonomamente a bordo di un barchino nel primissimo pomeriggio di ieri e nel pieno centro di Cagliari. Hanno trovato al loro arrivo la Capitaneria di porto, che li ha successivamente affidati agli agenti della Squadra volante, intervenuti poco dopo. Sono in totale dodici i migranti fermati e identificati dai poliziotti dopo una lunga fase di operazioni svolte all’ombra della pineta di Su Siccu, tra via Caboto e viale Colombo.
Per i dodici, tutti uomini, non è stato necessario alcun tipo di soccorso: erano tutti in buona salute. Secondo una prima ricostruzione, sono arrivati dal nord Africa e sarebbero tutti di nazionalità algerina. Al termine delle identificazioni e delle perquisizioni delle borse e degli zaini che avevano con sé, i migranti sono stati successivamente trasferiti nel centro di Monastir.
Capo Teulada
Sempre ieri, in mattinata, un altro gruppo di undici persone è stato intercettato a sud di Capo Teulada dalla motovedetta della polizia di frontiera romena in assetto Frontex che collabora con la Guardia di Finanza italiana e la Guardia Costiera in contrasto ai flussi migratori dal nord Africa. Erano tutti a bordo di un barchino in vetroresina e cercavano di raggiungere le coste dell’Isola. La situazione sta mettendo a dura prova anche le forze dell’ordine nel Sulcis, costrette a limitare la presenza sul territorio per il continuo aumento degli sbarchi. Un altro problema è anche quello della numerosa presenza dei barchini che vengono accatastati, come a Sant’Antioco, anche con le lamentele dei sindaci dal momento che nessuno si occupa dello smaltimento.
L’allarme
I casi di Capo Teulada e di Su Siccu sono stati solamente gli ultimi sbarchi avvenuti durante questa calda estate isolana. Nei due giorni precedenti, infatti, sono stati almeno 166 i migranti arrivati sulle coste del Sud Sardegna, tra il pomeriggio del 31 agosto e il 1° settembre. Di questi, 119 sono stati registrati solamente martedì. I numeri arrivano direttamente dalle fonti della Questura dopo il sopralluogo effettuato da alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle e dal sindacato Anip Italia Sicura nel Centro accoglienza straordinaria e hotspot di Monastir. Sempre lì sono stati trasferiti anche gli ultimi migranti, nonostante le polemiche per il sovraffollamento della struttura. Tra il Cas e l’hotspot risultano ospitati circa 700 persone: «Numeri di questa portata richiedono un’organizzazione adeguata degli spazi, dei servizi e dei flussi, oltre a un numero di operatori di Polizia adeguato alle attività da svolgere», aveva evidenziato il segretario generale nazionale dell’Anip, Flavio Tuzi, durante il sopralluogo.
(ha collaborato f. m.)
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
