«A settembre dobbiamo lasciare la casa in cui risiediamo da 20 anni, per cui abbiamo sempre pagato e continuiamo a pagare. Cerchiamo un appartamento, ma gli affitti sono troppo alti e anche per abitazioni molto piccole chiedono cifre che non possiamo sostenere».
È il disperato appello di una donna di Monserrato con invalidità al 100% che rischia di ritrovarsi senza un tetto insieme alla sua famiglia. «Mio figlio è invalido al 67% e soffre di depressione. Mio marito è diabetico. Io soffro anche di asma e apnee notturne: devo utilizzare un macchinario per respirare durante la notte. L’assessora e il sindaco ci stanno aiutando in tutti i modi, ma non troviamo una soluzione».
Comune in campo
Il caso è seguito da mesi dai servizi sociali, come spiega l’assessora alle Politiche sociali Claudia Lerz. «Le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti: canoni elevati anche per metrature inferiori ai 50 metri quadrati e una diffidenza sempre più marcata verso le categorie vulnerabili e fragili». La maggior parte dei nuclei seguiti dal Comune può sostenere una spesa, comprese le spese condominiali, di 500-550 euro mensili. «Quando ci sono i requisiti economici possiamo intervenire sulle spese iniziali, come la caparra ed eventualmente la prima mensilità. Il problema è trovare un appartamento in locazione. Ci sono poi valutazioni specifiche che vengono fatte in situazioni particolari con sfratti esecutivi, come in questa, e il rischio che la famiglia si ritrovi per strada. Ci rivolgiamo anche alla comunità affinché possa venire incontro alla famiglia in difficoltà dando la possibilità alla famiglia di poter accedere ad un’abitazione».
Il sindaco
«Gli uffici seguono da tempo questa situazione, e ogni mese riceviamo nuove richieste. Dal nostro insediamento abbiamo trovato una collocazione per quattro nuclei e abbiamo altre 3 richieste di sgombero con ingiunzioni», spiega il sindaco Tomaso Locci. L’amministrazione, con il supporto di un legale, sta verificando anche chi non possiede più i requisiti per occupare gli alloggi pubblici, con l’obiettivo di procedere agli sgomberi e riorganizzare le assegnazioni. «Stiamo valutando anche scambi tra famiglie, perché ci sono nuclei piccoli in abitazioni grandi e famiglie numerose in pochi metri quadrati. L’obiettivo è inoltre riaprire le graduatorie».
Le misure
Il Comune interviene anche con rateizzazioni degli affitti e gli strumenti per la morosità incolpevole. «Anche sistemazioni temporanee in B&b. I Comuni però non possono sostituirsi allo Stato – denuncia Locci –. Servono finanziamenti regionali per dare risposte concrete. Anche chi ha disponibilità economica spesso non trova casa perché molti proprietari hanno paura di affittare, viste le difficoltà negli sgomberi in caso di morosità». Una risposta potrebbe arrivare da via Capo Comino, dove sono previsti tra sei e otto appartamenti a regime agevolato destinati all’emergenza abitativa. «Ci stiamo muovendo su più fronti, ma è un problema sempre più serio, alimentato dalle difficoltà economiche e dalla mancanza di lavoro», conclude Locci.
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