L’iniziativa.

«Dal dolore fiorisce la speranza» 

Le madri ricordano al “Giardino degli angeli” i figli morti da piccoli  

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Un dolore indicibile le unisce. Tutte hanno perso un figlio o una figlia in giovane età ma ognuna di loro ha cercato di andare avanti senza chiudersi nella sofferenza. Sono donne, madri che si sono impegnate perché da quel vortice di lacrime e rabbia potesse ancora fiorire qualcosa. A iniziare dal “Giardino degli angeli”, uno spazio che a breve prenderà forma per ricordare «i nostri ragazzi» spiega Simona Piras, fondatrice e presidente dell’associazione “I Germogli” che unisce le madri che hanno vissuto lo stesso dramma.

La storia

«Mio figlio Riccardo Ortu era pieno di vita – racconta la mamma, responsabile del servizio Affari legali del Comune – studente al liceo scientifico, amava lo studio e lo sport. Aveva tante passioni che non sono mai venute meno nemmeno quando è arrivata quella terribile diagnosi». A 16 anni un malessere insolito, poi la conferma del tumore, le terapie, i viaggi della speranza. «Riccardo era convinto di guarire, dieci giorni prima che se ne andasse aveva sostenuto un’interrogazione da remoto», ricorda Simona. Poi, dopo due anni affrontati con coraggio e voglia di vivere, il 1 dicembre 2020 cala il buio. «Ci era crollato il mondo addosso. Provavo rabbia, un immenso senso di colpa anche se avevamo fatto l’impossibile. Mi sembrava giusto provare quel dolore, volevo restare aggrappata alla sofferenza perché per me significava rimanere ancora con Riccardo». Mamma Simona ammette che ancora oggi non riesce a guardare le foto del figlio: «lo faccio solo in momenti intimi, piango e mi sembra di riabbracciarlo».

La speranza

Uno strazio che quasi diventa cura. «La scrittura per me è diventata una terapia, una fonte di pace e fuga dalla realtà – spiega – ho scritto diversi libri e partecipato a vari concorsi. Ma ho sentito anche il bisogno di aiutare gli altri, di condividere il mio dolore con quelle donne che vivevano questa condizione innaturale di essere sopravvissute al proprio figlio» spiega Simona Piras. Poi al gruppo teatrale l’incontro con altre mamme e la nascita dei gruppi di Ama (auto mutuo aiuto) prima al Consultorio diocesano poi in quello familiare della Asl.

I progetti

A dicembre 2024 la nascita dell’associazione socio-culturale “I Germogli” che «ha preso vita dal dolore di tre mamme e da una zia di uno di questi ragazzi scomparsi» osserva. L’obiettivo è sensibilizzare su temi come il disagio giovanile, la salute mentale, il suicidio, la solitudine e la depressione. «Quando Simona mi parlò di un’associazione che si occupasse del lutto in modo alternativo, ho accettato subito – racconta Cristina Corona, vicepresidente – avevo appena perso mia figlia, non potevo pensare di lasciare scorrere il tempo chiusa nel dolore». Ed ecco tante iniziative dai reading al concorso letterario in memoria di Riccardo, fino al teatro. Oltre a vari incontri con esperti sui temi legati al disagio dei ragazzi. «Parlare di questi argomenti è la nostra mission, ma anche la nostra ancora di salvezza» ripetono. Prossimo obiettivo è il “Giardino degli angeli”. «Il Comune ci ha concesso un’area vicino al cimitero - spiega Simona Piras – vogliamo farla diventare uno spazio in memoria dei nostri figli, con un albero per ognuno di loro, ma soprattutto vogliamo che sia un luogo vivo con iniziative culturali».

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