Se ne va. Aeroitalia lascia la Sardegna. Niente più rotte in Continuità territoriale. L’ha annunciato ieri l’amministratore delegato Gaetano Intrieri, dando pure il cronoprogramma dell’addio: «Il nostro obiettivo sarà chiudere questa fase in tempi rapidi, possibilmente entro gennaio 2027». Stando così le cose, la Regione ha una finestra di tre mesi per riorganizzare l’assegnazione delle rotte. Dallo scorso 29 marzo il vettore ne garantisce cinque su sei: da Cagliari e Olbia verso Roma e Milano più il collegamento tra Alghero e Fiumicino. Dalla Riviera del Corallo a Linate è invece in proroga Ita Airways dal 2023 e sino al 31 gennaio.
La nota stampa
Erano le cinque del pomeriggio quando dal quartiere generale di Aeroitalia a Roma-Fiumicino hanno sganciato la bomba, ufficializzando l’addio anticipato dallo stesso manager qualche ora prima, al tavolo convocato al ministero dei Trasporti per fare il punto sull’impatto del caro-carburante nei voli della Continuità aerea sarda. «Riteniamo che non ci siano più le condizioni per continuare a operare». Ma «lo dico con chiarezza: non ci saranno disservizi per i cittadini».
La versione del vettore
E malgrado Intrieri prometta un addio morbido («vogliamo concordare con la Regione, in un clima di collaborazione, una conclusione ordinata del rapporto»), è evidente che scorra del veleno sull’asse Regione-compagnia. È lo stesso amministratore delegato a cucire il canovaccio della discordia, con tanto di distinguo. «Già a marzo – è scritto nella nota di Aeroitalia – la compagnia aveva segnalato il forte aumento del costo del carburante, salito del 150% rispetto a febbraio (fu il primo effetto della guerra in Iran scoppiata con l’attacco israelo-americano). In quel momento l'Enac si era mosso con tempestività, tanto che si arrivò a un passo da un decreto di compensazione. Intrieri ringrazia per questo Alexander D'Orsogna», direttore generale dell’Ente nazionale per l’aviazione civile. Di tutt’altro segno le parole per la Giunta Todde.
Il j’accuse
«In Sardegna, però, il percorso si è arenato», si legge nel comunicato. Intrieri parla di «ragioni che, a nostro avviso, sono state più politiche che tecniche. A maggio – ricorda ancora l’Ad – la Regione si è impegnata a stanziare circa venti milioni di euro per Aeroitalia e Ita Airways, da ripartire in base all'attività svolta da ciascuna compagnia. In quella riunione nessuno ha sollevato problemi regolamentari sull'erogazione dei contributi ai due vettori che garantiscono la Continuità territoriale dell’Isola. Eppure, a settembre, quelle risorse non erano ancora arrivate. Oggi, a nove mesi dalle nostre prime segnalazioni, siamo ancora in attesa».
I conti
Intrieri imputa alla Giunta le ragioni dell’addio usando i numeri: «In questo periodo il prezzo medio del carburante è stato di 1.460 euro a tonnellata, contro i circa 630 stimati dal bando. Per Aeroitalia questo ha significato un extracosto di 18,4 milioni di euro. Dai conteggi della Regione con l’Enac risulta invece che, per i rincari da aprile a settembre, ci spetterebbero appena 2,6 milioni». Da qui «il rapporto con la Regione ormai ai titoli di coda. Ma è arrivato il momento di parlare seriamente di cosa significhi fare impresa: Aeroitalia dà lavoro a circa 800 persone, metà delle quali in Sardegna». Eppure sul tavolo di ieri al ministero l’assessora ai Trasporti, Barbara Manca, aveva lanciato segnali positivi: «L’erogazione dei rimborsi, legata alla crisi del costo del carburante scaturita dai conflitti Mediorientali, è in uno stato avanzato». Ma passate alcune ore, Intrieri ha detto addio alla Continuità. Senza escludere di partecipare, eventualmente, ai nuovi bandi sardi.
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