IL Focus

I sindacati: è emergenza, siamo pronti a collaborare 

Caro-trasporti, la preoccupazione delle confederazioni: «Le maggiori spese delle aziende ricadono sulle famiglie» 

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Almeno un primo miracolo ad Alberto Cellino è riuscito: il Consiglio regionale raccoglie con la volontà di «un’azione bipartisan» lo sfogo fatto ieri a Videolina dal primo degli industriali sardi. Che sul sostegno dei sindacati, per contrastare il peso di Ets e caro-carburante, può contare: «Servono risposte per imprese e lavoratori», reclamano Cgil, Cisl e Uil.

Il caso

Dunque, l’ultimatum di Cellino è entrato tra le mura del Palazzo. Dalla commissione Trasporti, il presidente uscente Roberto Li Gioi (M5S) dice: «Il grido d'allarme di Confindustria ci obbliga ad un’azione immediata e congiunta. Deve essere affrontata subito la situazione di enorme sofferenza, e quindi di incertezza del futuro, vissuta quotidianamente dai nostri imprenditori. Per quanto mi riguarda farò la mia parte». Non è diversa la posizione di Franco Mula (FdI), numero due del parlamentino: «Siamo pronti anche noi a lavorare insieme. Ma a una soluzione si arriva solo se gli armatori smettono di scarica totalmente sui passeggeri i costi delle Ets. Del resto, la tassa Ue per le emissioni di Co2 impone un rinnovo delle flotte che non si vede».

La Uil

«Le imprese sono con l’acqua alla gola e i lavoratori rischiano di pagarne le conseguenze – riassume sul caro-trasporti la segretaria generale Fulvia Murru –. Davanti a questa situazione, gli scontri politici e i rinvii sono inaccettabili. Servono decisioni e tempi certi per rendere disponibili gli aiuti». Murru fa sapere a Cellino che «condividiamo l’allarme sulle difficoltà del sistema produttivo sardo. Gli autotrasportatori e le imprese non possono continuare ad anticipare costi sempre più pesanti, senza sapere quando arriveranno i sostegni. Dietro ogni attività in difficoltà ci sono stipendi, famiglie e posti di lavoro da difendere». Anche perché i maggiori costi del trasporto merci hanno «conseguenze che attraversano tutta l’economia e arrivano fino alla spesa quotidiana, colpendo soprattutto i redditi medio-bassi».

La Cgil

«La Sardegna è, di fatto, l’unica vera isola d’Italia, visto che Messina e Reggio Calabria distano poco più di tre miglia – ricorda Arnaldo Boeddu, segretario generale della Filt –. Solo da questi dati, si evince l’importanza del cabotaggio marittimo per le imprese, non solo per le persone. Il pagamento delle Ets avviene senza che l’ambiente ne abbia un beneficio, poiché i Paesi extra Ue continuano a inquinare e per di più a guadagnare nuove e importanti fette di mercato. Una soluzione – dice Boeddu – potrebbe essere quella di assegnare, a consuntivo, incentivi agli armatori che riducono in maniera non trascurabile le emissioni di Co2, installando motori a basso impatto ambientale».

La Cisl

«Alberto Cellino – dice il segretario generale Pier Luigi Ledda – pone un problema serio, che condividiamo e che non riguarda soltanto le imprese. Quando aumentano i costi per trasportare le merci da e per la Sardegna, le conseguenze finiscono per ricadere anche sui lavoratori, sui pensionati e sulle famiglie. Le imprese fanno più fatica a competere, gli investimenti diventano più difficili e una parte di quei costi arriva fino agli scaffali dei negozi e alla spesa quotidiana delle persone. Serve un’iniziativa concreta delle istituzioni: Regione e Governo devono trovare il modo di affrontare insieme questi problemi, senza continuare a scaricarsi reciprocamente le responsabilità. Come Cisl stiamo proponendo un Patto sociale per lo sviluppo, l’occupazione e le competenze: non possiamo continuare a procedere per singole emergenze, senza una direzione condivisa».

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