Quartucciu.

«Così ci prendiamo cura della città»  

Puliscono parchi, accudiscono i randagi, riparano i giochi: le voci dei volontari 

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Dai volontari che ripuliscono e si prendono cura del parchetto di vico via della Pace, spesso preso di mira dai vandali, a chi raccoglie i rifiuti abbandonati nel parco di via Thiesi. Storie di cittadini qualunque che non si voltano dall’altra parte e non si limitano a insultare e sfogarsi sui social.

Le storie

Succede a Quartucciu e tra loro c’è Maria Alexandra Tronci. «Da anni con altri volontari combattiamo contro l’incuria e l’abbandono, tenendo pulita la zona del parchetto di vico via della Pace come forma di volontariato – spiega –. Ovviamente facciamo quello che possiamo ma servirebbe un impianto di illuminazione migliore, maggiore controllo e più giornate di sensibilizzazione. Da parte nostra ci sarà sempre la volontà di collaborare attivamente con l’amministrazione, anche con incontri periodici. Il bene pubblico deve essere tutelato».

Cambia il parco ma non lo scopo. In via Thiesi Alberto Melis ha deciso di dedicarsi ogni volta che ne ha l’occasione a raccogliere i rifiuti abbandonati dalle persone nel parco. «Lo faccio nella speranza di dare un segnale concreto e sensibilizzare non solo gli altri cittadini ma anche chi sporca». Secondo lui anche il Comune dovrebbe fare di più. E lancia una proposta: «L’amministrazione comunale potrebbe coinvolgere le scuole in giornate di clean-up dei parchi».

C’è poi chi si occupa dei randagi. Maria Luisa Fiore, Maria e Isac formano una piccola squadra che da anni nutre i gatti abbandonati di una colonia felina. «Se qualcuno considera meritevole accudire i randagi, allora diciamo che siamo un trio. Ma è un gesto d’amore per gli animali e la comunità», spiegano.

La lezioni ai figli

Un piccolo gesto diventato anche una lezione di educazione civica è quello compiuto da Alessandra Murru: nel parco Sergio Atzeni, c’era uno scivolo con una vite sporgente che poteva fare male a qualche bimbo, così ha scelto di agire con un’amica e il figlio di sei anni senza aspettare che ci pensasse qualcun altro. «Quando ho visto la vite ho pensato subito che fosse all’altezza degli occhi di un bambino, così ho deciso di utilizzare un tappo in sughero per coprire temporaneamente la parte pericolosa. Ho spiegato poi al bambino quali fossero i pericoli e come doversi comportare in questi casi», racconta.

Il plauso del Comune

Un gesto raccontato pubblicamente dalla vicesindaca Elisabetta Contini, che ha ringraziato le due cittadine. «Con le loro segnalazioni si è potuto intervenire per mettere in sicurezza lo scivolo. Grazie al senso di responsabilità e collaborazione si è ripristinato il gioco garantendo sicurezza per i bambini. È stato un esempio di rispetto del bene comune ma non ci dimentichiamo che il primo controllo deve arrivare da noi come amministrazione. Il nostro territorio necessita di maggiore attenzione: c’è ancora tanto da fare».

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