Ridotta in condizioni gravissime da una fucilata che le ha compromesso un’ala, al veterinario di Forestas che l’aveva in cura non è rimasto altro da fare che sopprimere la femmina di falco pellegrino soccorsa a Carloforte due lunedì fa, ferita molto probabilmente durante la giornata di caccia di domenica. Una perdita per la biodiversità dell’Isola: l’esemplare era conosciuto nell’oasi Lipu di Carloforte, viveva lì, nell’area di Capo Sandalo. «La segnalazione dell’animale ferito ci è arrivata due lunedì fa», racconta Luciano Durante, responsabile dell’Oasi Lipu di Carloforte. «Un uomo che stava facendo una passeggiata si è trovato davanti il falco ferito in evidente difficoltà. Aveva un foro in una zampa oltre ai pallini nell’ala. Abbiamo segnalato alla forestale e il giorno successivo il rapace è stato imbarcato in traghetto per essere poi trasportato verso il centro di recupero della Fauna selvatica di Forestas». Le condizioni del falco pellegrino recuperato a Carloforte sono apparse subito molto gravi: il veterinario di Forestas ha fatto l’impossibile ma alla fine ha dovuto praticare l’eutanasia. Episodi simili sono frequenti? «No, è da tanto che non si registravano abbattimenti», dice Durante. «Conoscevamo l’esemplare colpito, conviveva con altri tipi di falco, non si disturbano avendo una diversa alimentazione».
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