Uta.

Col fucile da sub contro il rivale 

Arrestato per tentato omicidio e rissa aggravata, nei guai anche altri due 

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Notte di paura a Uta, tre persone sono finite agli arresti in seguito a una lite: per due di loro l’accusa è di rissa aggravata, più grave per un terzo, accusato di tentato omicidio. Sembrerebbe sfociata per futili motivi, ma la rissa, avvenuta nella serata di sabato, ben presto avrebbe preso una piega pericolosa. Grazie solo al pronto intervento dei carabinieri è stato evitato il peggio. Al termine delle indagini i militari hanno arrestato tre uomini, tutti tra i 45 e 50 anni, con le accuse di rissa aggravata, resistenza pubblico ufficiale e, per uno di loro, anche il pesante carico di tentato omicidio.

In periferia

La vicenda sarebbe nata in via Ponte, dopo una discussione per precedenti dissidi sorti tra Giancarlo Peddio, residente a Uta, e il rivale di Antonio Marino, napoletano d’origine ma domiciliato nel paese. Alla rissa avrebbe partecipato anche una terza persona, Francesco Pintus, di Uta, finito anche lui agli arresti.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, tutto sembrerebbe essere iniziato intorno alle 16 quando, Sebastiano Peddio, fratello di Giancarlo, sarebbe rimasto ferito a un braccio, fortunatamente in maniera non grave, da un arpione sparato con un fucile subacqueo presumibilmente da Antonio Marino.

Conseguentemente a questi fatti, Giancarlo Peddio sarebbe intervenuto per difendere il fratello Sebastiano, ma le cose sono ben presto degenerate. Nel diverbi otra il Peddio e il Marino, ormai fuori controllo, sarebbe stato coinvolto anche Francesco Pintus.

L’arresto

L’immediato arrivo dei carabinieri del Nucleo radiomobile di Iglesias, ha evitato che lo scontro si trasformasse in tragedia. Gli uomini dell’Arma, supportati dai colleghi delle stazioni di Vallermosa e Villamassargia, con grande professionalità, sono riusciti a bloccare i tre litiganti prima che accadesse il peggio. Quando la situazione è stata riportata alla normalità, con il fermo dei contendenti, sono stati sequestrati un fucile subacqueo dotato di arpione, due coltelli a serramanico e un tubo metallico. I fermati, Antonio Marino, Giancarlo Peddio e Francesco Pintus, dopo essere stati medicati dai sanitari del 118 per le lesioni riportate negli scontri, sono stati accompagnati nella caserma dei carabinieri, per gli accertamenti di rito. Al termine, sono stati dichiarati in stato d’arresto e trasferiti in carcere a Uta, in attesa dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria. I tre dovranno chiarire la loro posizione, mentre a Sebastiano Peddio, vittima del ferimento con il fucile subacqueo, risultato estraneo ai fatti, sono stati assegnati alcuni giorni di cure.

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