Un riconoscimento speciale per chi, durante la propria carriera, si è speso per ricostruire la storia di Pula e consegnare alle generazioni future importanti testimonianze del proprio passato: durante una seduta straordinaria e solenne il Consiglio comunale ha conferito la cittadinanza onoraria agli archeologi e alle archeologhe che, da oltre trent’anni, lavorano agli scavi archeologici di Nora. Quello conferito dal Comune, proprio nei giorni in cui dopo tredici anni ha riaperto i battenti il museo civico Giovanni Patroni, è il riconoscimento per il grande lavoro degli studiosi che hanno lasciato un segno profondo nella conoscenza e nella diffusione del patrimonio storico e culturale locale anche a livello internazionale.
L’identità valorizzata
A ricevere l’onorificenza sono stati Roberto Petri, Sandro Filippo Bondì, Carlo Tronchetti, Simonetta Angiolillo, Giorgio Bejor, Elena Francesca Ghedini e Bianca Maria Giannattasio. Nel corso della serata, alla quale hanno partecipato numerosi cittadini, è stato ripercorso il lavoro svolto negli ultimi decenni, che ha permesso di riportare alla luce uno dei siti archeologici più importanti del Mediterraneo, contribuendo a consolidare l’identità storica del territorio e a promuoverne l’immagine nel mondo. «È stata una serata molto emozionante», spiega il sindaco Walter Cabasino, «ci tenevamo particolarmente a onorare gli studiosi che in tutti questi anni, con il loro impegno hanno contribuito a valorizzare il nostro immenso patrimonio storico e archeologico, e a far conoscere il nome di Nora e di Pula in giro per il mondo. Ringrazio anche tutte le cittadine e i cittadini che hanno preso parte a questo importante e straordinario Consiglio comunale, che ha ripercorso i momenti storici più significativi degli ultimi cinquant’anni».
Il contributo
Per Manuela Serra, assessora alla Cultura, la cittadinanza onoraria agli archeologi è il premio per il loro contributo scientifico e divulgativo: «Si tratta di un riconoscimento che va oltre il valore accademico del loro lavoro, e che abbraccia la loro straordinaria capacità di condividere conoscenze e rendere il sapere accessibile a tutta la comunità. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a valorizzare il nostro patrimonio culturale con passione e generosità, coinvolgendo anche i più giovani attraverso un linguaggio semplice che ha appassionato anche i bambini. È anche grazie al lavoro degli archeologi che la nostra identità culturale continua a vivere e a rinnovarsi nelle nuove generazioni».
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