L’inchiesta.

«Chiedo la verità, mio figlio la merita» 

La madre di Riccardo Madau, morto sotto il ponte di Sant’Elia: «Si indaghi» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Una denuncia, basata su una nuova relazione tecnica, per far luce sulla tragica morte del figlio Riccardo Madau, nella notte del 14 luglio 2017 sotto il cavalcavia tra l’Unipol Domus e via Magellano a Sant’Elia. «Mio figlio non si è suicidato come emerso dalle indagini ma è stato prima picchiato e poi ammazzato. Voglio giustizia per riabilitare il nome di Riccardo e sono sicuro che la Procura farà il possibile per far luce su quanto accaduto otto anni fa»: queste le parole di Simonetta Spano, la madre del giovane. Accettare la morte di un figlio, per una mamma, è impossibile. Farlo in circostanze tragiche, e avvolte anche da alcune stranezze o incongruenze, lo rende ancora più inaccettabile. Così questa donna cerca chiarezza e che venga scritta in modo definitivo la verità, chiedendo che si indaghi per omicidio.

La sua battaglia è iniziata subito dopo il ritrovamento del corpo senza vita del figlio. Secondo le indagini della Squadra Mobile, e dopo l’autopsia svolta dal medico legale Roberto Demontis, Madau aveva avuto una discussione con la fidanzata Manuela Picci, di Assemini, nei parcheggi del nuovo stadio del Cagliari. L’avrebbe aggredita e, convinto di averla uccisa, aveva raggiunto il vicino ponte per gettarsi di sotto. Simonetta Spano si è rivolta ad alcuni avvocati, chiedendo che si svolgessero indagini più approfondite. Ora un nuovo spiraglio con la relazione a firma del criminologo Carmelo Lavorino e della sua squadra di esperti, coordinata dalla legale Cinzia Mancini. Attraverso il lavoro svolto dal medico legale Salvatore Scialdone, dallo psicologo forense Enrico Delli Compagni, dell’investigatrice Claudia Lobina e dall’esperto informatico Gaetano Bonaventura, hanno riscritto un’altra verità: il giovane sarebbe stato picchiato e ammazzato. La madre, attraverso il criminologo Lavorino, racconta la sua versione.

Perché ritiene che Riccardo sia stato ucciso?

«Motivazione scientifiche, logiche e aspetti tecnici scoperti dai miei consulenti. L’analisi delle tracce, delle ferite e della scena del crimine dimostrano che si tratta di omicidio e non di suicidio».

Quali sono gli elementi principali?

«L’avvocata Mancini e gli altri consulenti hanno dimostrato che le prime indagini vennero fatte in modo superficiale. Mio figlio è stato picchiato da più persone e poi buttato giù, sul marciapiede sotto il cavalcavia. Il suicidio si basa sulle notizie date alla Polizia da tre persone mai identificate».

Cosa chiede?

«Che la Procura faccia piena luce. Credo nella giustizia in modo che il nome di mio figlio venga riabilitato e che gli eventuali assassini siano puniti».

I consulenti nominati da Simonetta Spano hanno confezionato una relazione di oltre 60 pagine, allegata alla denuncia di 20 pagine presentata dalla donna ai carabinieri della stazione di San Bartolomeo. L’ipotesi ricostruita è che ci sia stata un’aggressione (la fidanzata di Riccardo ha subito ferite gravi, rimanendo in stato di coma per oltre un mese e dopo oltre un anno, sentita dalla Polizia, ha riferito di non ricordare niente di quella notte) e che i responsabili siano poi spariti nel buio. Uno dei principali aspetti sarebbe risalire alle tre persone che riferirono a una donna di aver sentito le urla e di aver poi visto un giovane lanciarsi dal ponte. Queste persone non sono mai state identificate e la donna che aveva poi parlato con la Polizia ha spiegato di non conoscerle. Tra gli aspetti poco chiari, oltre ai testimoni “fantasma”, c’è quello dell’orario (la chiamata del custode alle 2,45 e l’orario dell’orologio della vittima fermo alle 2,48, incompatibile, secondo i consulenti di parte, con i tempi esecutivi di quanto ricostruito dalla Polizia), dell’autopsia che presenterebbe aspetti non compatibili con il suicidio e l’assenza di terriccio sotto le scarpe di Madau (che sarebbe invece salito su un pendio con terra e vegetazione). «Si indaghi», è l’appello finale.

RIPRODUZIONE RISERVATA  

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi