La Finanziaria che farà felici soprattutto gli enti locali è passata nel penultimo giorno utile e tra le polemiche. Anche ieri, infatti, il via libera finale ha rischiato di slittare a martedì a causa dell’assenza in aula dell’assessora al Lavoro Desirè Manca. La minoranza è andata su tutte le furie. «Da giorni aspettiamo che presenti l’articolo sul lavoro e ogni giorno è impegnata in altre questioni, fare l’assessore non significa girare il mondo o fare video sui social», ha detto il capogruppo di FdI Paolo Truzzu. Ma il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini non ha fermato i lavori. A quel punto tutti i consiglieri del centrodestra sono usciti dall’aula, e in poco più di un quarto d’ora centrosinista e M5S hanno approvato la manovra da 11,6 miliardi (4,3 solo per la sanità), la seconda della legislatura, con 31 voti a favore. I loro stessi voti. «È inaccettabile che la maggioranza vada avanti lo stesso. Per consentire un via libera in serenità siamo stati convocati alle 9», ha fatto notare Giuseppe Fasolino dei Riformatori. «Una cosa del genere non si è mai vista», le parole del consigliere di Forza I talia Gianni Chessa. Poi l’assessora è arrivata, quando però il centrodestra aveva già lasciato i banchi vuoti. Comunque sia, ha fatto in tempo a votare la legge di bilancio.
La nota
Poco dopo la Regione ha trasmesso una nota: «L’assessora al Lavoro, dopo aver aperto a Oristano i lavori della Conferenza regionale per le politiche del lavoro, appuntamento previsto annualmente dalla legge regionale n. 9 del 2016, ha fatto rientro a Cagliari dove, in Consiglio regionale, ha partecipato alla votazione della legge finanziaria. L’intera attività si è svolta nel pieno rispetto degli impegni istituzionali». Ora, ha dichiarato il presidente dell’Assemblea Piero Comandini, «è importante recuperare la leale collaborazione istituzionale con la minoranza che ha abbandonato l’aula nelle fasi finali: sui temi importanti e sulle soluzioni di buon senso, durante tutto il dibattito i consiglieri di opposizione non hanno fatto mancare il loro contributo. Per questo spiace ancor più quanto accaduto: l’augurio è che si sia trattato solo di un episodio isolato e che alla prima occasione utile il Consiglio, nella sua interezza, possa confermare il suo ruolo di presidio di confronto democratico, nel rispetto delle differenze dei sardi».
Interventi
Tra gli interventi più importanti, i dieci milioni per far fronte ai danni del ciclone Harry. Ugualmente significativi i cento milioni in più per tre anni per il fondo unico degli enti locali che passerà da 570 a 670 milioni. Arrivano anche i cinque milioni per l’attuazione del patto di Buggerru sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. E poi 30 milioni per Province e Città Metropolitane, 3,5 per la rigenerazione urbana nell’area del progetto Einstein Telescope, 5,6 per l’edilizia scolastica, 5,5 per abbattere le liste d’attesa, 6 per manutenzione di reti idriche. Ragionando per settori, alla sanità va quasi la metà del bilancio (4,3 miliardi), 900 milioni sono per i trasporti, 287 per il lavoro, 587 per sviluppo economico e competitività, 850 per gli Enti locali, 239 milioni per il diritto allo studio, 530 per il fondo non autosufficienza, 100 milioni per adeguare il fondo sanitario regionale al nazionale, altri 100 per attrarre investimenti privati. «I punti qualificanti della manovra sono rappresentati dalla conferma di ciò che avevamo stabilito sull’istruzione, l’università e l’aiuto al sociale», ha spiegato Giuseppe Meloni, «era importante evitare il secondo mese di esercizio provvisorio per permettere al bilancio della Regione di essere operativo: non si va più in dodicesimi e si sbloccano i pagamenti, tutto può funzionare al meglio e ora ci apprestiamo ad affrontare la variazione di bilancio triennale che poi è il cuore pulsante delle manovre finanziarie della legislatura».
La governatrice
La presidente della Regione sottolinea i 4,3 miliardi per la sanità: «Significa che c’è grande attenzione per ciò che i sardi ritengono più importante». Todde ha parlato anche di fondo unico degli enti locali incrementato, «un’indicazione molto chiara rispetto a quello che la Regione vuole fare». In realtà, commenta Umberto Ticca (Riformatori) «le poche misure positive, dal fondo unico per i Comuni ai ristori per il ciclone Harry, nascono da nostre proposte». Secondo la capogruppo di Avs, Maria Laura Orrù, «il primo dato positivo è che siamo riusciti ad evitare il secondo mese di esercizio provvisorio. È innegabile che i margini di manovra per il Consiglio fossero ridotti. Mi piace sottolineare, però, alcuni provvedimenti che hanno potuto contare sull’unanimità dell’Aula, come quello sui 100 milioni per i Comuni. Ci sono ancora tante emergenze da affrontare e mi auguro che il Consiglio abbia la possibilità di caratterizzare le politiche della maggioranza contando su maggiori risorse». Emanuele Matta (M5S) ha parlato di «manovra attenta alle reali esigenze dei territori». Adesso, chiude Giuseppe Frau di Uniti con Todde, «la Sardegna può ripartire più forte».
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