Mentre la Regione annunciava a inizio mese l’attivazione di 59 case di comunità finanziate col Pnrr, nell’elenco non figurava quella di Monserrato. Il presidio sanitario che dovrebbe sorgere nell’ex Cries ospitando ambulatori, guardia medica e centro vaccinazioni è stato infatti finanziato con altri fondi, ma quel progetto, pur confermato lo scorso anno, ancora non decolla: in via Cortis i lavori non sono partiti e tra maggioranza e opposizione è scontro aperto.
L’attacco
«Mentre tutti i comuni dell'hinterland portano a casa i risultati della nuova programmazione sanitaria territoriale, Monserrato resta al palo, condannata all'isolamento assistenziale dall'immobilismo dell’amministrazione», è l’affondo dei consiglieri Valentina Picciau e Andrea Zucca del gruppo Pauli Monserrato – La Svolta. «In 10 anni il sindaco Locci non è stato capace di portare a termine l’iter per la casa della comunità, ereditato dall'amministrazione precedente. La Regione e l’Asl hanno fatto la loro parte blindando i fondi sul Piano di azione e coesione e approvando il progetto per i mille metri quadri di struttura. Se i cantieri non partono la colpa è di un sindaco incapace di far valere il peso della nostra città nei tavoli istituzionali». Poi fanno tre proposte: «L’istituzione di una commissione di vigilanza permanente, per monitorare i passaggi burocratici verso la gara d'appalto, una seduta straordinaria del Consiglio, aperta ai vertici dell'Asl 8 e ai cittadini, per fare chiarezza sullo stato dei progetti, la messa a disposizione di locali comunali per offrire una sede dove portare subito la guardia medica a Monserrato».
La difesa
Polemica la replica del sindaco Tomaso Locci: «Mi chiedo dove fossero i consiglieri in questi anni: Valentina Picciau nel 2018 votò contro il bilancio e di conseguenza contro l’approvazione della casa della salute. Inoltre è falso che il progetto sia stato ereditato, ereditai uno stabile destinato alla facoltà di Odontoiatria». Secondo il primo cittadino «il Comune non ha competenza sui lavori, che spettano alla Regione. Noi abbiamo ottenuto il rifinanziamento dell’opera con aumento delle somme, tanto che circa sei mesi fa è stato presentato il progetto preliminare e siamo in attesa del definitivo per vedere il cantiere». Sull'iter Locci ribadisce che «ci sono atti scritti: l’intervento non è stato bloccato né definanziato, se non sarà realizzato chiederemo il risarcimento», mentre sulle richieste di assistenza territoriale conclude: «in via Monte Arquerì aprirà presto la postazione 118 e abbiamo chiesto che la guardia medica venga collocata in via Tito Livio».
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