Serrenti-Samassi-Serramanna.

«Carciofi e grano, dalla pioggia danni per trenta milioni» 

La Coldiretti alla Regione: meno burocrazia per gli indennizzi 

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«Mesi e mesi di piogge hanno cancellato interi raccolti di carciofi e altre ortive a pieno campo, ma anche l’annata del grano è compromessa: si facciano subito i sopralluoghi, ora che i danni sono evidenti. Serve meno burocrazia, non si possono attendere anni per vedersi liquidare gli indennizzi». Le rivendicazioni di Coldiretti Sardegna, e degli agricoltori sardi, arrivano da Perdalba, agro di Serrenti a ridosso della provinciale 46 Samassi-Serrenti, cuore pulsante, ferito, dell’agricoltura irrigua di eccellenza sarda. Qui i vertici del Consiglio di Coldiretti si sono riuniti ieri in seduta straordinaria, vista l’emergenza, in mezzo ai campi allagati dalla pioggia.

Il messaggio

«Siamo voluti venire direttamente in mezzo al fango per parlare di una calamità che interessa tutta la Sardegna», ha detto il presidente Battista Cualbu davanti ad una platea di sindaci e di agricoltori da settimane inattivi davanti alle loro aziende devastate dagli effetti del cambiamento climatico. Danni diretti per oltre 30 milioni di euro, colture devastate dal maltempo e da una lunga sequenza di eventi atmosferici estremi, culminati nel gennaio più piovoso degli ultimi 61 anni.

I numeri

È drammatica la prima, e ancora parziale, conta dei danni effettuata da Coldiretti. «Chiediamo alla Regione l’attivazione immediata dello stato di calamità naturale, per procedere in tempi rapidissimi con gli aiuti alle aziende agricole devastate e un nucleo di emergenza regionale per la conta dei danni ufficiale».

Al tavolo significativamente sistemato in mezzo ad un campo di grano fradicio, Battista Cualbu non ha usato mezzi termini: «È importante che i funzionari escano dagli uffici delle agenzie e si rendano conto che siamo di fonte ad una situazione drammatica. È necessario un rapido avvio della declaratoria per lo stato di calamità naturale che riguarda non soltanto i carciofi ma tutte le colture in atto nella nostra regione».

In campo

Concetti ripresi anche da Luca Saba, direttore di Coldiretti Sardegna:(«Occorre semplificare la burocrazia perché non è possibile che si attendano tre anni per vedersi ristorare i danni»), e Giorgio Demurtas (Coldiretti Cagliari): «Chiediamo un tavolo sui cambiamenti climatici».

Dal Sarrabus al Villacidrese, dal Medio Campidano all’area vasta di Cagliari, fino al Nord Sardegna, nessun territorio è rimasto indenne. Campi allagati, terreni impraticabili e lavorazioni impossibili hanno colpito duramente anche l’Oristanese, con intere superfici agricole ferme a causa dell’acqua stagnante. Nel Nuorese e in Ogliastra il vento fortissimo ha devastato strutture aziendali, serre, coperture e impianti, aggravando il bilancio dei danni.

Testimonia Francesco Setzu, imprenditore agricolo di Samassi: «I danni sono sotto gli occhi di tutti e riguardano ogni coltura, dai carciofi al grano». Mauro Meloni, giovane coltivatore di Villasor ripercorre le tappe di un’annata disastrosa: «Siamo passati dalla siccità alla troppa pioggia. Ad inizio campagna col carciofo precoce si è pure lavorato, ma da gennaio c’è stato uno stop: le carciofaie tardive sono compromesse».

Stefano Anni , agricoltore e sindaco di Nuraminis, mette in guardia: «L’entità dei danni sarà più chiara nei prossimi mesi: vale per i cereali, dove non si può entrare per effettuare le lavorazioni, per i carciofi e per i bulbi che si andranno a raccogliere per il reimpianto, e per le asparagiaie che hanno l’apparato radicale sotto acqua da mesi».

«La stagione è andata: anche le colture tardive sono compromesse», ribadisce Giacomo Onnis, assessore all’Agricoltura di Samassi. «Siamo a fianco degli agricoltori e chiediamo di attivare le procedure per l’indennizzo dei danni», chiude il sindaco di Villasor Massimo Pinna.

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