Consumi.

Carburanti, è nuova stangata 

Taglio delle accise non rinnovato: gasolio sopra i due euro, benzina a 1,9 

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La fine del taglio delle accise, scaduto il 3 luglio, fa risalire i prezzi dei carburanti. In testa ai rincari c’è sempre il gasolio che in autostrada ha superato la soglia dei 2 euro al litro, ma la benzina lo tallona sullo stesso livello. I consumatori protestano in coro: «Era tutto ampiamente previsto, il Governo avrebbe dovuto prorogare la misura». Ma il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, rassicura invece sul calo dei prezzi.

Quadro generale

L’esponente dell’Esecutivo nazionale non ha sbagliato: il costo del barile di greggio è sceso vertiginosamente passando dal picco di 120 dollari registrato ad aprile a meno degli attuali 70 dollari. Ma alla pompa, quel quasi dimezzamento è come se non esistesse. In modalità self, la verde in città e nelle aree extraurbane costava domenica 1,841 euro, 1,820 il giorno prima. Il gasolio si pagava 1,922 euro contro i 1,899 di sabato. Molto peggio in autostrada: domenica la benzina era a 1,932 euro, 1,907 appena ventiquattro ore prima; 2,004 euro per il gasolio, salito da 1,978 del giorno precedente.

Le associazioni

I rappresentanti dei consumatori sono sul piede di guerra. «Il mancato rinnovo del taglio delle accise – dice il Codacons – costerà agli automobilisti italiani 1,4 miliardi di euro su base annua, solo a titolo di rifornimenti di carburante sulla rete stradale e autostradale. In media ogni giorno vengono venduti in Italia oltre 64 milioni di litri di carburante solo in città e paesi. Questo significa che, indipendentemente dall'andamento dei prezzi alla pompa, il rialzo delle accise costa agli italiani quasi 4 milioni di euro al giorno (3,9 milioni di euro per la precisione), con un conto totale che, spalmato su anno, arriva alla maxi cifra di 1,42 miliardi di euro».

Lo scontro

Contro il Codacons il senatore di FdI, Matteo Gelmetti, che accusa l’associazione di «diffondere , come spesso succede, dati e previsioni che vengono puntualmente smentiti dai fatti». A stretto giro la replica: «Gelmetti prende lucciole per lanterne e non sa che la matematica non è un’opinione. Calcolare quanto incidono i rialzi delle accise sulla spesa delle famiglie non ha niente a che vedere con le fantomatiche e assurde ricostruzioni del senatore, il quale non ha nemmeno capito che quelle del Codacons non erano affatto previsioni, ma semplici calcoli matematici sull'incidenza del rialzo delle accise sul prezzo di benzina e gasolio e sulla relativa spesa degli automobilisti per i rifornimenti».

L’altro affondo

Anche l’Unc, l’Unione nazionale dei consumatori sceglie la via della protesta usando la leva dell’ironia: «Ringraziamo il Governo per la stangata che si è abbattuta sugli automobilisti, considerati sempre polli da spennare. Il mancato rinnovo del già misero sconto sulle accise ha fatto salire, come aveva preannunciato, il gasolio in autostrada oltre i 2 euro al litro, anche la benzina si avvicina a questo stesso folle prezzo».

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