Arzana.

Cannoni d’acqua contro i roghi 

Il Comune guarda alla Spagna: «No speculazione, sì prevenzione» 

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Ad Arzana vogliono sperimentare una strategia preventiva contro il rischio crescente di incendi boschivi. Grandi cannoni d’acqua che spruzzano la vegetazione per abbassare le temperature e creare fasce più umide in grado di rallentare la propagazione delle fiamme. Sul modello spagnolo (il sistema nell’area di Valencia), l’amministrazione di Angelo Stochino vuole adottare una nuova strategia. «Invece dei tralicci dei sogni del vento e degli speculatori, Arzana preferisce le torri che proteggono il territorio», spiega Stochino. Ieri, il progetto è stato illustrato al prefetto di Nuoro, Alessandra Nigro, in visita alle zone colpite dal maxi rogo tra Arzana ed Elini.

Il vertice

Al prefetto Nigro sono state esposte criticità e possibili soluzioni. Fra cui il potenziamento degli organici di Forestale e Forestas a garanzia di una capacità operativa terrestre anche nelle ore notturne. Per la Protezione civile e il sistema del volontariato è stato chiesto di finanziare mezzi 4×4, autobotti, apparati radio, nuovi vasconi, punti di approvvigionamento, fasce di protezione e sistemi di rilevamento precoce dei roghi. «Abbiamo un territorio montano ad alto valore ambientale, caratterizzato da boschi, aree rurali, aziende agricole e interfacce urbano-forestali esposte al rischio incendi. L’obiettivo del sistema - ha spiegato il sindaco di Arzana - è prevenire gli incendi, rafforzare la sicurezza della comunità, tutelare boschi e attività agricole, ridurre i tempi di intervento e sperimentare un modello replicabile nelle aree interne della Sardegna». Il modello prevede anche sensori per temperatura umidità, vento e fumo, allerta precoce, attivazione selettiva, monitoraggio e possibile integrazione con droni e sala operativa.

Le richieste

Al prefetto è stata fatta anche un’altra richiesta, ossia allargare le maglie dei ristori non solo ai titolari di attività produttive, e ai privati. «In più - ha aggiunto Vitale Pili, sindaco di Elini - abbiamo chiesto sostegno per la manutenzione e la gestione del sistema di videosorveglianza e di cambiare la norma sugli interventi in caso di incendi gravi: gli operatori debbono lavorare anche dopo le 21».

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