L’attesa.

Cagliari, ho un Sassuolino nella scarpa 

In Emilia c’è stata la svolta nella carriera di Pavoletti e Mazzitelli senza, però, un lieto fine 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Pensavano fosse amore, invece era un calesse. Li ha portati dritti in Serie A, per poi farli scendere sul più bello e costringerli a consacrarsi altrove. Il Sassuolo nel destino, un Sassuolo nella scarpa di Pavoletti e Mazzitelli che nel cuore dell’Emilia hanno comunque lasciato bei ricordi e tanti amici in una tappa fondamentale per le rispettive carriere. Per entrambi la rottura è stata tecnica: Di Francesco non considerava la punta propedeutica al suo tipo di calcio, allo stesso modo nel progetto De Zerbi non c’era spazio per il centrocampista. Curiosamente, i due giocatori sono poi ripartiti dal Genoa a distanza di due anni. E sotto la Lanterna è iniziata la loro scalata nel calcio che conta. Mazzitelli ha rivestito la maglia neroverde anche di recente per cinque mesi, proprio prima di trasferirsi al Cagliari, ma la fiammella si era ormai spenta. Così, la sfida di sabato pomeriggio al Mapei Stadium diventa quasi una sorta di rivincita. Nonostante quello che c’è stato. Soprattutto per quello che non c’è più stato.

Nel mirino

Il passato alle spalle, incomprensioni con DiFra comprese. Pavoletti ricorda in ogni caso con affetto il Sassuolo. Magari perché, nel frattempo, è diventato il suo giustiziere. È la squadra, infatti, alla quale ha segnato più gol, 5 in tutto - dopo Crotone (8) e Sampdoria (6) - di cui 2 con la maglia del Genoa e 3 con quella del Cagliari. Aveva 24 anni quando vinse il campionato cadetto con i neroverdi conquistando così una storica promozione e segnando 11 reti. Nemmeno il tempo di esordire nella massima serie, la stagione successiva, con la cessione in prestito al Varese dove il bomber livornese ha realizzato 24 gol in 38 partite. È così tornato al Sassuolo dalla porta principale, ma la seconda e ultima parentesi è durata 11 partite, sino a gennaio, con il trasferimento (stavolta definitivo) al Genoa.

Se sabato a Reggio Emilia dovesse scendere in campo (ieri ha svolto un lavoro individuale per un sovraccarico al solito ginocchio, la sua situazione sarà valutata giorno per giorno), Pavoletti sfiderebbe per quindicesima volta il Sassuolo. E quale occasione migliore - nel caso - per mettere il timbro sulla salvezza.

Nel destino

Dovrebbe partire addirittura dal primo minuto Mazzitelli. La pausa per le Nazionali è stata per lui tempestiva, gli ha permesso di rimettersi al passo dei compagni dopo lo stop per l’infortunio. Col Sassuolo ha vissuto tre fasi. Il club emiliano lo ha acquistato nel 2016 lasciandolo comunque in prestito al Brescia il primo anno e parcheggiandolo al Genoa dopo due stagioni tra alti e bassi in neroverde. E quando ha deciso di ripuntarci, lo ha poi ceduto all’Entella dopo una sola partita. Da lì, è iniziato il suo percorso che lo ha riportato a Sassuolo nella seconda parte della scorsa stagione, stavolta in prestito dal Como.

Nel destino e nel mirino allo stesso tempo. Curiosamente, anche per Mazzitelli il Sassuolo è una delle squadre alle quali ha segnato di più in carriera grazie a una doppietta ai tempi del Frosinone. E se non c’è due senza tre, quale occasione migliore anche in questo caso.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi