«Arrivo al Cagliari al momento giusto», aveva detto appena sbarcato all’aeroporto di Elmas, lasciandosi alle spalle la Fiorentina e un’annata al limite dell’anonimato. In effetti, si è rivelato da subito l’uomo giusto al posto giusto in un reparto in evoluzione. Jacopo Fazzini è stato indubbiamente il grande protagonista del pre campionato, prima ad Asseminello, ora a Ponte di Legno dove i rossoblù resteranno ancora tre giorni per poi trasferirsi sabato in Germania per l’amichevole in programma domenica con l’Union Berlino. E fare rientro, il giorno stesso, in Sardegna dove partirà, a quel punto, il conto alla rovescia verso la nuova stagione.
Certezze e incognite
In vetrina in queste prime due settimane e mezzo di preparazione anche i registi Winks e Romano - soprattutto l’inglese - e il nuovo capitano Deiola, che si è ormai consolidato nel ruolo di difensore al fianco di Rodríguez. Ancora in fase di assestamento, invece, l’attacco, tra il mal di pancia di Esposito, la ricerca di un equilibrio fisico ottimale di Felici dopo la rottura del crociato e, soprattutto, l’astinenza delle prime punte che devono ancora assestarsi nel 4-3-2-1 (o 4-3-3) individuato come vestito di partenza da Pisacane per poi adattarlo in base alle esigenze del match o alle caratteristiche dell’avversario. Ancora manca un finalizzatore, insomma.
Nel cuore del campo
Esplosivo in tutti i sensi, dunque, l’impatto di Fazzini sia nel cuore del campo sia all’interno dello spogliatoio. Non solo gamba, dribbling e altruismo. C’è tanta qualità nelle sue giocate e ogni volta che il pallone passa per i suoi piedi qualcosa di interessante succede là davanti. L’intesa con Winks, Romano e Adopo poi cresce di allenamento in allenamento. L’inglese si è messo sin dal primo giorno al servizio della squadra, protettore della difesa, detta poi i tempi con uno-due tocchi al massimo. Non ha un gran passo, non ancora perlomeno, ma ha senso della posizione. Non ruba l’occhio ma è dappertutto.
Meglio da mezzala, almeno per ora, invece, lo svizzero, che l’altro ieri ha fatto il pieno di complimenti da parte del presidente Tommaso Giulini. Ha forza, esplosività, tempismo e, pure lui, un tasso qualitativo notevole. E quando si gira palla al piede e va, inizia la rumba. Dando sfogo e imprevedibilità alla manovra offensiva.
Cercasi bomber
L’evoluzione del gioco inizia a dare i suoi frutti. Anche nell’ultima amichevole con il Modena si è vista qualche trama interessante, compresa quella che ha portato al gol di Kingstone allo scadere. Manca in questa fase, però, un finalizzatore seriale in grado di mettere a reddito il lavoro della squadra. Mendy ha confermato un’indole altruista, si sacrifica tanto in fase di non possesso, anche per questo forse è poco lucido sotto porta (nel test dell’altro ieri ha sprecato due occasioni facili, soprattutto la seconda). Borrelli è entrato più tardi nel vivo della preparazione e ancora deve trovare una condizione atletica quanto meno accettabile. Lo stesso zambiano deve limare alcuni meccanismi. In questa fase, Pisacane sta cercando di spremere il più possibile il limone là davanti per capire quanto succo può venir fuori mentre strizza l’occhio al ds Accardi e aspetta il bomber dell’estate dal mercato.
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