I militari sull’attenti, le croci a terra, le tante targhe con la dicitura «Ignoto». A Cagliari, ieri, la commemorazione dei Caduti di tutte le guerre e di quanti hanno sacrificato la vita nelle missioni di pace si è svolta nel segno del raccoglimento e della memoria.
Una cerimonia intensa, al Sacrario militare del cimitero di San Michele, scandita dalle note della banda musicale della Brigata Sassari, che ha accompagnato i diversi momenti della celebrazione, fino all’Inno del Piave. Presenti le massime autorità civili, militari e religiose, le rappresentanze delle istituzioni e delle associazioni combattentistiche e d’Arma. La cerimonia, presieduta dal contrammiraglio Enrico Pacioni, comandante del Comando Marittimo Autonomo Ovest, si è aperta con l’alzabandiera e la Santa Messa officiata dall’arcivescovo, monsignor Giuseppe Baturi e concelebrata da padre Gianmario Piga, insieme ai Cappellani Militari dell’Isola.
Dopo la Preghiera della Patria e la deposizione delle corone d’alloro al monumento ai Caduti, l’omaggio è proseguito ai Campi Inglese e Tedesco, davanti ai rispettivi sacrari. Circa ventimila i militari sardi caduti nelle guerre: vite, storie e nomi, talvolta rimasti sconosciuti. «Se deve esserci una vita eterna, bene, questa non deve dimenticare nulla, deve salvare tutto», ha ricordato monsignor Baturi.
Un momento commemorativo si è svolto anche davanti alla Questura, dove è stata deposta una corona d’alloro davanti alla lapide dedicata ai Caduti della Polizia di Stato.
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