Madrid. Dopo la bocciatura dei decreti legge sulla casa nel Parlamento spagnolo, da parte delle forze di destra Pp, Vox e il partito catalanista Junts, il governo di Pedro Sanchez valuta l'ipotesi di convocare elezioni anticipate sulla fine della legislatura nel 2027. Il voto contrario dei sette deputati di Junts ha reso visibile la mancanza di una maggioranza parlamentare progressista nel Parlamento e, secondo fonti governative riportate dall'online elDiario.es, Sanchez potrebbe convocare le urne per il prossimo 29 novembre.
Tuttavia, dalla Moncloa invitano alla «calma». Quanto accaduto ieri in Aula viene definito molto grave. Ma si richiama a un periodo di «riflessione», che potrebbe avvenire questo stesso fine settimana, sulla decisione del premier su un ritorno anticipato alle urne.
Intanto Maricarmen potrà tornare a casa, ma la sua storia in Spagna ha scatenato un vero e proprio terremoto. Perché all'indignazione sociale per lo sfratto, lo scorso 23 settembre, di questa 87enne di Madrid che da decenni viveva in affitto e che non poteva più permettersi di pagare il nuovo canone, rincarato oltremisura, è seguito un inaspettato scossone politico. Con il futuro del governo Sanchez in bilico dopo la bocciatura al Congresso di due decreti sull'emergenza abitativa. L'epilogo di questo caso non ha tuttavia placato gli animi delle piazze, esplose quando media e social hanno reso noto il suo sgombero. E dove da giorni viene dato sfogo alla rabbia per quello che, come messo in luce anche da molti sondaggi, nel Paese iberico in realtà è un problema che tormenta da anni milioni di persone, in particolare i giovani.
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