Imperia.

Bimba morta, la madre: «Mai picchiato le mie figlie» 

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Imperia. Ha pianto, e ha giurato di non aver mai fatto male alle figlie. Tantomeno alla più piccola, 2 anni, morta per le botte ricevute l’8 febbraio. A. E., accusata assieme al compagno Emanuel Iannuzzi di maltrattamenti aggravati dalla morte della bimba, piange e nega tutto. Davanti al gip di Imperia, la donna ha avuto una crisi così forte che il giudice ha interrotto l'interrogatorio dopo 20 minuti, confermando il carcere, così come resta in cella il suo compagno che, per decisione dei suoi legali, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ha però fatto mettere a verbale che si sente sconvolto e sotto choc e se n'è tornato nel carcere di Genova.

Intanto in Procura a Imperia si sono presentati anche i legali del padre biologico delle bambine. Contestano l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte di minore: «Picchiare una bambina di due anni non è come picchiare un adulto. Non si può pensare di non causarne la morte», hanno detto. Dalla Procura trapela che l'accusa di è provvisoria, perché sulla base dei riscontri ottenuti fino a quel momento era «quella più aderente. Se fosse stato contestato l'omicidio volontario aggravato doveva essere chiaro chi è l'autore». Dunque non è escluso che possano essere contestate accuse ben più gravi.

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