Ginnastica artistica.

Bartolini saluta: «That’s all, folks» 

Si ritira il quartese: il titolo iridato 2021 nel corpo libero la sua perla 

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Ha scritto la Storia della ginnastica italiana, spingendosi dove neppure il leggendario Franco Menichelli era mai arrivato. Ma è soprattutto la sua, di storia, che meriterà di essere riletta e tramandata. Fa bene Nicola Bartolini, capitano della Nazionale azzurra di ginnastica artistica, campione del mondo al corpo libero nel 2021, che ha annunciato il ritiro, a dire: «Un giorno racconterò ai miei figli questa magnifica storia e spiegherò cosa vuol dire avere un sogno e raggiungerlo».

Mai banale

Quartese, trent’anni compiuti a febbraio, Bartolini non è stato mai banale nella sua carriera sportiva. Sin da quando l’ha intrapresa, scegliendo la ginnastica per evitare la scelta scontata del calcio. E poi la partecipazione al reality “Ginnaste - Vite parallele”, a sancire una contemporaneità urlata spesso e in tanti modi. Le porte sbattute in faccia lo hanno fatto crescere. «Mi hai reso uomo e se sono quello che sono è merito tuo», ha detto nel breve discorso d’addio, rivolgendosi alla ginnastica artistica - come Kobe Bryant aveva fatto con il basket - dandole del tu. È cresciuto quando è stato lasciato da un regolamento internazionale cervellotico a terra mentre l’aereo azzurro volava ai Giochi di Tokyo: pochi mesi dopo si è preso il Mondiale. È cresciuto e ha fatto crescere dentro di sé la motivazione a dare ancora il massimo, quando ha pensato di essere stato scartato dai team dei corpi militari per la sua passione per i tatuaggi: «Se fa schifo avere un campione del mondo...», replicò sarcastico. Non ha mai accettato l’idea di smettere di essere se stesso e da questo punto di vista ha poco senso criticarlo. Per vincere le gare importanti (due scudetti con la Pro Patria Bustese, il Mondiale, la finale olimpica con l’Italia a Parigi 2024) servono un carattere forte, totale fiducia in se stessi e determinazione per andare dritto verso l’obiettivo, senza farsi distrarre.

Dal verde all’azzurro

Nicola ha raggiunto i vertici del mondo (a Kitakyushu nel 2021), partendo dalla palestra dell’Amsicora, dove Giampaolo Murtas avviò alla ginnastica artistica quel bimbo che oggi, tra successi e lunghi infortuni, è diventato uomo sbattendo con le mani quelle nuvole di magnesio su un corpo perfetto. Sui suoi tatuaggi impressi in modo indelebile, quanto le sue imprese. E, come ha detto lui in chiusura, basta così: « That’s all, folks! ».

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