Il focus.

Asili nido, le cooperative battono cassa 

Le strutture in convenzione chiedono al Comune l’aumento dei rimborsi: «Sono troppo bassi» 

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La questione del contributo fissato dal Comune per ogni bambino per le strutture convenzionate, «troppo basso, nonostante gli stessi costi e anzi anche maggiori, rispetto a quello riconosciuto alle strutture comunale». Il nuovo regolamento in dirittura d’arrivo, «troppo rigido e dettagliato da togliere autonomia alle strutture educative». E ancora: la mancanza di un dialogo aperto e strutturato con l’amministrazione. Si riaccende il confronto tra le cooperative private che gestiscono gli asili nido, in convenzione, e il Comune. «Chiediamo un cambio di rotta immediato per il 2026», afferma Roberto Mura, consigliere di Alleanza Sardegna. «Riconoscere alle cooperative private un contributo per ogni bambino nettamente inferiore a quello previsto per le strutture comunali», 650 euro al mese per ogni bambino contro i 1100, «è discriminatorio oltre che penalizzante non solo dal punto di vista economico», gli fa eco Marinella Salaris, coordinatrice della CdO Opere educative, associazione di categoria. «Nel caso della gestione convenzionata, l’amministrazione riconosce fino a 650 euro a bambinә, quota stabilita in base all’analisi dei prezzi del mercato», replica l’assessora all’Istruzione Giulia Andreozzi. «Trattandosi di operatori privati che svolgono liberamente attività di impresa, è naturale che il Comune non partecipi con questi alle spese di gestione e organizzazione delle strutture», affitti, costi dell’energia, assicurazioni, che per una struttura gestita dal Comune copre direttamente l’amministrazione, «o che non condivida con questi il rischio d’impresa, che grava invece sugli imprenditori», aggiunge.

I rimborsi

A Cagliari sono 25 le strutture private che lavorano in convenzione col Comune più 5 interamente comunali. E sono circa 800 i bambini e le bambine tra i 0 e i 3 anni che le frequentano: premesso che anche quest’anno il Comune ha soddisfatto tutte le richieste delle famiglie che hanno iscritto il proprio figlio in un nido comunale, di tutta la popolazione 650 frequentano le strutture in convenzione. Ecco spiegato anche con i numeri il perché del loro ruolo essenziale. «Gli asili nido sono il cuore pulsante del welfare di Cagliari,occorre adeguare le convenzioni aumentando il contributo comunale per ogni posto bambino. Solo così potremo garantire la tenuta delle strutture, tutelare il lavoro degli operatori e ampliare le esenzioni per le famiglie», spiega ancora Roberto Mura. «Per quando il Comune riconosca che dal loro lavoro derivino evidenti risvolti sociali positivi, non si possono trattare in modo uguale situazioni giuridiche diverse. Infatti nell'altro sistema», cioè quello pubblico non in convenzione, per intendersi, «bisogna partecipare a gare d’appalto, ad evidenza pubblica, bandite dall’amministrazione per l’erogazione di servizi rivolti all’infanzia all’interno di strutture di proprietà comunale. Con tale procedura l’amministrazione di fatto demanda a un terzo la presa in carico di un servizio che rientra nella sua diretta responsabilità», spiega l’assessora Andreozzi.

Le risorse

Tra i nodi anche «la scelta dell’amministrazione di dirottare risorse dagli asili nido verso altri servizi, anziché potenziare un servizio già in sofferenza», dice ancora Mura. Ma dall’amministrazione spiegano che non esiste nessuno spostamento di risorse dagli asili nido. Cagliari copre il buona parte i costi del servizio con il bonus nidi gratis della Regione e il bonus dell’Inps. risorse che arrivano a rimborso: dunque il Comune anticipa le spese, poi quando arrivano i rimborsi si ritrova un avanzo che viene destinato ad altri servizi. ( ma. mad. )

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