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«Aree idonee da abrogare, la Giunta batta un colpo» 

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«Todde, batti un colpo». Hanno chiesto a gran voce l’abrogazione del decreto sulle aree idonee, invitando la Giunta ad aprire il conflitto con lo Stato davanti alla Consulta. Ma hanno anche sollecitato l’approdo in Aula della Pratobello24, per offrire alla Sardegna lo scudo urbanistico che oggi manca contro l’invasione eolica e agrifotovoltaica. Un centinaio tra attivisti, simpatizzanti e militanti del Presidio permanente del popolo sardo ha manifestato ieri mattina sotto il Palazzo della Giunta regionale. Per chiedere risposte in grado di fermare l’assalto in atto e quello che seguirà dopo: «Perché a regime, in qualche modo, qualcuno dovrà pur farsi carico degli oneri derivanti dalle eccessive produzioni di energia», ha detto Davide Fadda, portavoce del Presidio. «Di sicuro saranno ancora una volta i sardi, con bollette che in alcuni casi sfioreranno decine di migliaia di euro». A incitare alla battaglia anche il portavoce del Comitato Karalis Marcello Corrias, che ha invitato gli attivisti «protestare contro una transizione che sa tanto di devastazione». Una battaglia da condurre, secondo Rita Corda, «provando a sostenere la Giunta, qualora decidesse di sposarla». Per qualcuno dei militanti, però, «è troppo tardi: la Giunta ora è impegnata a pensare alle sagre». Tra i partecipanti, anche Giacomo Meloni, presidente della Confederazione sindacale sarda. «A Davos hanno deciso che la tipologia di transizione che si sta approntando qui non ha ragion d’essere anche perché è inquinante», ha concluso Davide Fadda. «In Germania stanno già trovando altre soluzioni, qui invece vogliono riempirci di torri e batterie cinesi per rientrare da un investimento sbagliato. Ma ci faremo sentire».

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