Il personaggio.

Alessandro Vardeu: quando è il caso di dire sì, basta un cellulare 

Da Serena Brancale ad Anna Pepe,  i concerti diventano un racconto  

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C’è chi ai concerti va per cantare a squarciagola, chi per immortalare un ricordo e chi riesce a trasformare pochi istanti di musica in un racconto cinematografico. E per farlo, a volte, basta uno smartphone. Lo dimostra Alessandro Vardeu, 19 anni, giovane videomaker che, armato soltanto del suo iPhone e di una spiccata sensibilità artistica, sta conquistando l’attenzione del panorama musicale. La sua specialità è lo “Shot on iPhone”, un approccio che sfrutta le potenzialità dello smartphone per realizzare video dall’impatto cinematografico. Da Anna Pepe ad Artie Five, passando per Madman, Serena Brancale e Francesca Michielin, racconta i concerti attraverso inquadrature ricercate, montaggi dinamici e dettagli capaci di restituire l’energia delle esibizioni dal vivo. Un talento che non è passato inosservato: alcuni artisti hanno ricondiviso sui social i suoi lavori, dando visibilità alla creatività del diciannovenne.

La passione

Diplomatosi all’Istituto Mattei di Decimomannu, Alessandro coltiva una passione nata nell’infanzia, quando bastava un vecchio cellulare per dare spazio alla fantasia. «È qualcosa che avevo dentro sin da bambino. Mi ero appassionato alla creazione di video, al montaggio, al desiderio di raccontare storie. Con i mezzi che avevo a disposizione, come un Nokia dei miei genitori, mi divertivo a riprendere, ad esempio, i momenti trascorsi a giocare con i miei amici», racconta. Dai primi esperimenti alle riprese dei grandi concerti, lo strumento è cambiato, ma non la voglia di sperimentare. Oggi il suo alleato è un iPhone, con cui realizza contenuti curati in ogni dettaglio. «È un mezzo che tutti abbiamo nelle nostre tasche, io ho soltanto capito come sfruttarlo al massimo». La dimostrazione che, prima dell’attrezzatura, conta lo sguardo di chi la utilizza.

La prima volta

Un talento coltivato da autodidatta, tra esperimenti, riprese e ore dedicate al montaggio, con un obiettivo preciso: valorizzare chi si trova davanti alla fotocamera. «Quando preparo un video mi concentro sul far apparire l’artista nel migliore dei modi», spiega Alessandro. Un’attenzione che ha cominciato a dare i suoi frutti, attirando l’interesse dei protagonisti delle esibizioni. «La prima è stata Luna Melis, quest’estate, durante “Un’Isola che suona”. È stata una sorta di prova: le ho realizzato un video e ho cercato di farglielo arrivare. Quando l’ha ricevuto e ricondiviso è stata una grande emozione», ricorda. Da quel primo riconoscimento sono arrivate altre soddisfazioni, tra cui quella legata al rapper Madman, che ha scelto di pubblicare uno dei suoi video sul proprio profilo Instagram, in collaborazione con il giovane videomaker. E per il futuro Alessandro non immagina di abbandonare lo smartphone, anzi: vuole farne il proprio marchio di fabbrica. «Vorrei spingere l’iPhone al massimo possibile, arrivare a una confidenza tale da non sentire più il bisogno di acquistare una videocamera tradizionale. Vorrei che lo smartphone fosse sempre la mia attrezzatura portatile». E poi c’è il desiderio di allargare gli orizzonti: «Vorrei anche viaggiare per il mondo e raccontare altre realtà».

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