L’addizionale Irpef accende il dibattito in Consiglio a Monastir. L’approvazione dell’aliquota per il prossimo triennio, con la previsione di un possibile aumento nel 2028, ha aperto una polemica tra maggioranza e minoranza. Secondo il consigliere dell’opposizione Luigi Perra la scelta arriva in un momento in cui sulle famiglie grava già un carico fiscale pesante. Nel mirino finisce anche il Fondo crediti di dubbia esigibilità che evidenzierebbe una difficoltà strutturale del Comune nel riscuotere i tributi. «Questa tassa è ingiusta», dichiara Perra, «perché colpisce sempre gli stessi: chi è onesto e chi paga puntualmente. Il Comune non dimostra la stessa determinazione nel riscuotere da chi non paga, il bilancio può farne a meno». La sindaca Paola Ugas respinge le accuse: l’Irpef è uno strumento necessario per garantire servizi essenziali come quelli sociali, educativi e assistenziali. «Eliminare un’entrata senza indicare coperture certe e quali servizi specifici si intendano tagliare, significherebbe pregiudicare l’equilibrio finanziario dell’ente, con conseguenze proprio sui cittadini che si dice di voler tutelare. Valutiamo invece con attenzione ogni possibilità di riduzione del carico fiscale, compatibilmente con la sostenibilità del bilancio»
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